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Unicredit, le mosse di Orcel su Mps. L’idea delle nozze a tre con Banco Bpm

Unicredit vara oggi la pulizia dei conti, con un risultato dell’anno atteso dagli analisti in perdita per 2,3 miliardi di euro, e un assetto temporaneo di vertice con un traghettatore, il top manager Ranieri De Marchis che diventa direttore generale in attesa del nuovo board e dell’insediamento di Andrea Orcel come ceo, previsto per il 15 aprile. La scelta della banca — prevista dallo statuto — è caduta su De Marchis che è co-chief operating officer e ha esperienze in vari ambiti dell’istituto di Piazza Aulenti.

Sarà l’ultimo bilancio firmato da Jean Pierre Mustier, che lascerà a Orcel un istituto in ordine dal punto di vista patrimoniale. Nei conti verranno spesati gli esuberi, i costi di ristrutturazione, gli 1,4 miliardi di svalutazioni della Turchia, i maggiori accantonamenti sui crediti deteriorati come fieno in cascina in attesa dell’onda di default provocati dal Covid-19. Il mercato guarda anche alle possibili indicazioni sul dividendo, compatibilmente con le raccomandazioni della Bce, dato che già altri istituti sono tornati a staccare cedole, a cominciare da Intesa Sanpaolo, il diretto concorrente.

Sarà proprio la sfida commerciale quella che Orcel dovrà raccogliere, anche attraverso una rivisitazione della strategia di Mustier che per rimpolpare il patrimonio ha ceduto alcuni business, come il risparmio gestito, che alla banca tuttavia ora servono.

Unicredit è attesa anche per questi motivi a un cambio di strategia che contempli anche le acquisizioni, come ha ribadito il presidente in pectore Pier Carlo Padoan. In questo senso, il Montepaschi — che presenta oggi conti anch’essi in forte perdita e necessita di 2,5 miliardi di capitale — è il bersaglio da tutti indicato per far crescere Unicredit in Italia, anche se Orcel non è detto che voglia puntare su questa fusione. Per favorirla, il Tesoro ha predisposto una dote che, in varie forme (Dta, acquisto di npl da parte di Amco, garanzia sulle cause legali) ammonta a circa 6 miliardi, così da renderla «neutrale» dal punto di vista del capitale. Ma sul mercato stanno circolando anche ipotesi di fusioni a tre con Banco Bpm, che porterebbero in dote anche il risparmio gestito di Anima, in partnership con Milano e con Siena. Orcel — un esperto di fusioni — potrebbe guardarvi con maggiore interesse, pur nella grande difficoltà di mettere a terra una fusione a tre. Orcel dovrà anche dare soddisfazione agli azionisti: in un anno il titolo ha perso il 37%, anche se dopo la sua nomina ha già recuperato, tornando ai livelli precedenti il passo indietro di Mustier: ieri 8,63 euro, -0,53%.

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