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UniCredit lancia un «covered» a 7 anni in Germania

Non si placa la fame di covered bond registrata nelle ultime settimane. Dopo le operazioni lanciate con successo da numerosi istituti tedeschi e francesi, fra cui Bnp Paribas che solo pochi giorni fa ha raccolto 1 miliardo di euro, ieri è scesa in campo Unicredit Bank Ag, la controllata tedesca dell’istituto di piazza Cordusio, con un’asta da 500 milioni di euro che ha riscosso una domanda per 1,6 miliardi. «Ogni anno la nostra banca interviene sul mercato del debito con un collocamento di covered bond e ieri mattina abbia ritenuto che le condizioni fossero favorevoli per condurre in porto l’operazione» ha spiegato a Radiocor Waleed Bahjat El-Amir, responsabile del Group Strategic Funding di Unicredit. «Siamo partiti informalmente con un whisper number di 17-18 punti base sopra il midswap e poi alle 10, data la buona risposta, abbiamo fornito una guidance ufficiale di 15-16 punti base. Alla fine, dopo solo un’ora, siamo riusciti a chiudere migliorando ancora i termini dell’operazione con soli 14 punti base sopra il midswap».
A paragone, l’emissione di pochi giorni fa di Bnp Paribas, che aveva registrato una domanda superiore di 4 volte l’offerta, si era conclusa con uno spread di 22 punti base sopra il midswap e un rendimento annuo dell’1,375% contro l’1,25% che invece pagheranno i titoli collocati ieri da Unicredit Ag. Differenze che in buona parte si spiegano con i diversi ambienti macro offerti da due Paesi ospitanti, Francia e Germania, visto che i rating sono praticamente identici per entrambi i gruppi, nello specifico tripla A sia da S&P che da Fitch per quanto riguarda i covered bond di Bnp e Aaa (Fitch) e Aa1 (Moody’s) per quanto concerne le obbligazioni di Unicredit Ag. «In genere – ha aggiunto il responsabile di UniCredit – UniCredit Bank Ag si rivolge al mercato dei collocamenti privati per le proprie esigenze di finanziamento perché in Germania riusciamo a strappare rendimenti ancora più bassi e il pool di acquirenti è molto largo, grazie soprattutto ai grandi gruppi assicurativi che cercano investimenti sicuri e di lungo termine su cui poter puntare i propri fondi». L’unica operazione che viene effettuata sul mercato «pubblico» è invece proprio quella che riguarda i covered bond, in genere, come quest’anno, garantiti da mutui immobiliari: lo scorso anno Unicredit Bank Ag aveva lanciato un’emissione di titoli a 10 anni che era stati collocati a 22 punti base sopra il midswap e un coupon annuo fissato all’1,875%.
Sul fronte della capogruppo, da registrare intanto il comunicato con cui il gruppo guidato da Federico Ghizzoni ha annunciato di aver alzato il tetto del buyback di obbligazioni proprie dopo aver registrato un’adesione complessiva pari a 4,24 miliardi. A fronte di un target iniziale di raccolta di 3,5 miliardi e di un tetto massimo indicato inizialmente a 4, Unicredit ha deciso di soddisfare in toto le richieste degli obbligazionisti, incrementando il valore nominale massimo «oltre il limite dei 4 miliardi originariamente previsto al fine di accettare tutti i titoli esistenti validamente conferiti in adesione all’offerta».

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