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Unicredit, la svolta «snella» di Mustier

La rivoluzione (attesa) comincia da una struttura snella. Per ridisegnare Unicredit secondo le linee preannunciate, Jean-Pierre Mustier non avrà bisogno di una squadra affollata: gli basteranno meno manager, ma più responsabilizzati. L’organigramma che ha presentato ieri — in cima a tutto la nomina di Gianni Franco Papa: direttore generale al posto di Paolo Fiorentino, che lascia — di questa filosofia è lo specchio fedele.

Per sé, dunque per l’amministratore delegato, l’uomo che da poche settimane ha preso il posto di Federico Ghizzoni riserva solo le deleghe cruciali in fasi delicate come questa: concentrato da subito sull’irrobustimento patrimoniale della banca, Mustier si focalizzerà «sulla definizione delle strategie di gruppo, sulla gestione dei rischi e sull’ottimizzazione dei costi di struttura». Il resto («Tutte le attività di business»), spetterà al direttore generale. Avrà deleghe «ampie e rafforzate», quindi maggiori responsabilità, e a lui faranno tra l’altro capo molti dei manager che finora rispondevano direttamente all’amministratore delegato.

Figura chiave, quindi. Figura che Mustier ha identificato in Papa. Ed è da qui che scatta la rivoluzione dei nomi e dei volti Unicredit. Papa sarà promosso direttore generale (era vice, e da gennaio 2015 era subentrato allo stesso Mustier alla guida della divisione Corporate & Investment Banking). Chi l’ha finora preceduto nella carica, ovvero Fiorentino, apre il breve elenco delle uscite eccellenti: insieme a lui lascia la torre di Piazza Gae Aulenti il direttore finanziario Bernardo Mingrone (sarà sostituito da Mirko Bianchi: direttore finanziario di tutto il gruppo dopo aver svolto lo stesso ruolo in Bank Austria).

Come da rituale, Mustier esprime a chi esce «i più sentiti ringraziamenti». La nota con cui commenta la sua prima tornata di nomine — da segnalare, ancora, le attività operative a Ranieri De Marchis e Francesco Giordano come condirettori generali, e la guida della struttura Strategy and Merger & Acquisition a Marina Natale, che riporterà direttamente all’amministratore delegato — al passato dedica però direttamente solo poche righe.

Gli «avvicendamenti manageriali» che il numero uno di Unicredit definisce «il primo passo nella riorganizzazione della banca» daranno all’istituto, promette, «una struttura più leggera, una linea di riporti più corta e responsabilità più chiare»: tutti elementi indispensabili a creare «una squadra in grado di concentrarsi sull’obiettivo di creare valore in maniera significativa, costante e sostenibile nel tempo». Missione già in pieno svolgimento, assicura: «Siamo sempre più concentrati sulla profonda revisione del piano strategico». Non ci sarà da aspettare troppo: tutto pronto «prima della fine dell’anno».

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