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Unicredit Italia batte Germania

Italia batte Germania. Non è un anticipo dei Mondiali di calcio che inizieranno fra poco più di tre settimane, ma il resoconto del primo trimestre dell’anno in casa Unicredit: la controllata Hvb, una delle maggiori banche tedesche, ha chiuso i conti al 31 marzo scorso con 191 milioni di utile netto, in calo del 53 per cento rispetto al dato precedente, mentre sul mercato domestico Unicredit ha incrementato del 10,6 per cento, a 496 milioni, il risultato netto nella prima frazione d’anno (712 i milioni nel complesso). «Un risultato positivo — ha detto l’amministratore delegato Ghizzoni — che premia il lavoro che stiamo svolgendo in Italia». La frenata registrata dalla controllata di Monaco di Baviera è stata determinata dall’andamento negativo del settore dell’investment banking e da alcune poste straordinarie presenti nel bilancio di un anno fa. Nonostante questo, Hvb ha confermato l’obiettivo di realizzare un utile lordo a fine anno vicino agli 1,5 miliardi di euro che, a livello di gruppo dovrebbe salire, secondo Ghizzoni, a 2 miliardi netti. 
Penisola in ripresa
Il confronto dell’andamento di alcuni tra i principali mercati in cui è presente Unicredit fornisce indicazioni utili a comprendere l’andamento complessivo della banca presieduta da Giuseppe Vita. E lo scatto in avanti dell’Italia — che vale di più nel momento in cui il Pil, come si è visto la scorsa settimana, torna a decrescere — si è notato anche in altri comparti del resoconto trimestrale.
Nei prestiti alla clientela (customer loans ) la banca italiana è cresciuta sul trimestre precedente dello 0,8 per cento a 118,9 milioni, mentre la core bank tedesca è scesa dello 0,3 per cento a 73,3 milioni e la banca austriaca è scesa dello 0,5 per cento a 40,4 milioni. Solo la Polonia ha staccato l’Italia (+2,1 per cento, ma su altri livelli di impegno: 25,6 milioni), mentre nell’intero comparto dell’Europa centrale e dell’Est la frenata è stata più marcata: -2,3 per cento a 55,8 milioni.
I nuovi flussi di mutui concessi hanno portato Unicredit a crescere del 153 per cento nell’erogato in un anno: nel primo trimestre 2013 il totale dei mutui concessi sommava 298 milioni, al 31 marzo scorso era salito a 755 milioni, con un significativo incremento anche rispetto al trimestre precedente, quando il totale ammontava a 575 milioni (sull’andamento interno del mercato mutui vedi a pagina 20 e seguenti, nda ). Soprattutto — e al netto dell’impennata dello spread dei giorni scorsi — la banca italiana del gruppo Unicredit ha potuto beneficiare di un considerevole taglio del rischio di credito: 141 punti base sul trimestre precedente.
Rischi esteri
Nella recente assemblea che ha messo in pagamento — attingendo dalle riserve, a fronte di un rosso di 11,6 miliardi — un dividendo di 10 centesimi che potrà, a scelta dell’azionista, essere cash o venir pagato in azioni (data stacco oggi, 19 maggio, pagamento il 6 giugno), Ghizzoni ha posto l’attenzione anche su altre posizioni della banca. In particolare, sollecitato dai soci, ha evidenziato come non preoccupi dal punto di vista economico la recente crisi politico-militare tra Russia e Ucraina: l’istituto di piazza Gae Aulenti ha impegnato in Ucraina lo 0,4 per cento dei propri crediti totali, per complessivi 1,6 miliardi di euro.
«In Russia — ha quindi evidenziato Ghizzoni — siamo nelle condizioni di prendere liquidità e il grado di copertura dei nostri crediti verso Mosca è pari al 64 per cento del totale, contro una media di gruppo pari al 53 per cento, anche dopo un calo del 28,5 per cento degli accantonamenti a complessivi 838 milioni di euro».
Non sono però tutte rosee le esperienze estere: in Kazakistan Unicredit ha acquistato una banca pagandola 2 miliardi di dollari nel 2007 (all’epoca l’amministratore delegato era Alessandro Profumo) che è stata ceduta nel 2013 — dopo che nel Paese, a causa della crisi, le sofferenze erano passate dal 2 al 30 per cento — per 400 milioni di dollari. Un’esperienza chiusa. Il futuro parla di una maggiore attenzione al mercato italiano, che ha ben risposto negli ultimi mesi e di una dichiarata volontà di restituire rapidamente i prestiti ottenuti dalla Banca centrale europea. Il totale degli Ltro ottenuti da Unicredit ammonta a 26 miliardi: 10,1 di questi sono già stati restituiti.
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