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Unicredit, il dopo Rampl

di Fabrizio Massaro

MILANO — Sarà italiano, autorevole, con una dimensione internazionale, di altissimo livello: così il profilo del futuro presidente di Unicredit che succederà a Dieter Rampl. Le indicazioni sono state ribadite ieri dal vicepresidente della fondazione Crt, Giovanni Quaglia, e dal presidente della fondazione Banco di Sicilia, Giovanni Puglisi. Ma sul nome, i protagonisti della partita — le fondazioni Crt (3,85%), Cariverona (3,5%), Carimonte Holding (3%) — non hanno ancora raggiunto un punto di incontro. Sembra che una maggiore convergenza possa essere trovata sulla figura dell'economista Gian Maria Gros Pietro, gradito alla Crt ma anche a soci privati come per esempio Caltagirone; è sempre in piedi l'ipotesi del professor Angelo Tantazzi; ma si rafforzerebbe anche quella del presidente delle Generali, Gabriele Galateri, che il 28 aprile dovrà essere confermato alla carica in quanto cooptato solo un anno, anche se poi si aprirebbe anche il capitolo Trieste: una partita che potrebbe complicarsi ulteriormente se dovesse incrociarsi con le incompatibilità fra banche e assicurazioni dettate dall'interpretazione sull'articolo 36 all'esame di Tesoro e Bankitalia.
Gli equilibri sul nome del presidente andranno trovati guardando sia al peso dei soci (enti, privati, esteri) sia all'assegnazione delle vicepresidenze (dovrebbero essere meno delle 4 attuali) sia al numero dei consiglieri: un ruolo di mediazione in tal senso è stato assunto dall'amministratore delegato, Federico Ghizzoni, che gode della fiducia degli azionisti. Per discutere questi aspetti dovrebbero riunirsi questa mattina le tre fondazioni maggiori, coordinate da Andrea Landi della Cr Modena (socia di Carimonte), mentre nel pomeriggio si terrà il comitato governance di Unicredit. La discussione dovrebbe vertere sul numero dei consiglieri — dovrebbero scendere da 23 a 19 — mentre sarebbero già stati approvati i requisiti professionali ma senza i criteri più stringenti, che pure erano stati proposti, come l'esclusione dal consiglio di condannati, indagati o debitori problematici. La raccomandazione dovrà essere approvata dal consiglio del 27 convocato per il bilancio. Ma potrebbe anche essere discusso da un consiglio straordinario a metà mese, insieme con l'incarico a un head hunter per individuare dei soggetti che rientrino nel profilo del candidato presidente.
 

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