Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Unicredit ha scelto polo Pioneer-Santander nel risparmio gestito

Unicredit porta il dossier Pioneer in cda e sceglie Banco Santander come partner nel risparmio gestito. Dopo mesi passati a mostrare il dossier ai private equity anglosassoni, cui sembrava vendere un 50% del marchio dei fondi comuni, la banca italiana ha ricevuto la classica offerta che non si poteva rifiutare. Quasi 3 miliardi di euro la valorizzazione per Pioneer, di cui gli spagnoli vogliono il 33%, e i loro fondi partner un altro 33%. E la società che gestisce 185 miliardi di euro di masse — se la trattativa andrà a buon fine — potrà unirle a quelle dei baschi in un polo da 350 miliardi di masse gestite, tra i primi 15 in Europa e 30 al mondo.
«Il cda ha deciso di proseguire le discussioni in esclusiva con Santander asset management — ha detto l’ad Federico Ghizzoni — preferendo l’offerta spagnola alle altre due dei private equity anglosassoni Cvc-Gic e Advent. Nel tempo s’è sviluppata sempre più questa opportunitàindustriale rappresentata da Santander, che ha offerto anche un prezzo migliore». L’operazione, da siglare entro novembre e perfezionare nella prossima primavera, vedrebbe in una prima fase la discesa di Unicredit al 34% in Pioneer, e l’ingresso — in parte pagando in contanti, in parte per conferimento di attività — con un 33% a testa di Santander e dei fondi suoi partner nel risparmio gestito: Warburg Pincus e General Atlantic. In seguito i due fondi chiusi usciranno mediante collocamento del loro 33% di Pioneer (ma il futuro nome della ditta è da discutere) in Borsa, da effettuare in 3-4 anni. «È un progetto industriale, con cui creare una società con dimensioni importanti e globali. Non avremo più la maggioranza assoluta, ma è il ‘prezzo’ che ci è piaciuto pagare per realizzare un entità più grande, e un progetto ambizioso e strategico. Dopo il collocamento Pioneer resterà una quotata con noi e gli spagnoli soci paritetici».
Unicredit ha confermato l’impatto positivo sul patrimonio di 20-25 punti base, secondo i termini finali dell’operazione; più sensibile sarà la plusvalenza sulla quota incassata. Ma questa sarà verosimilmente una posta del 2015. Ghizzoni prevede «potenziali sinergie importanti, perché con gli spagnoli non ci sono sovrapposizioni geografiche né di business. Tra i 9mila sportelli Unicredit e gli 11mila del Santander la rete distributiva sarà di 21mila punti, per un mix commerciale che secondo Ghizzoni sarebbe «al 50% sulla rete e al 50% con investitori istituzionali. Partiamo con una posizione captive invidiabile, ma la strategia, come quella già annunciata da Pioneer, sarà crescere sul lato istituzionali».
Il cda di Unicredit ieri ha inoltre scelto la lista dei consiglieri per Mediobanca, che il 29 riunisce il patto per rinnovare il suo consiglio. Confermati Alessandro Decio ed Elisabetta Magistretti, esce Dieter Rampl ed entra Maurizia Comneno, ex capo affari legali di Unicredit e ora nel collegio sindacale di Piazzetta Cuccia. Comneno sarà proposta per la vicepresidenza Mediobanca. Sembra che la favorita Magistretti si sia tirata indietro per motivi di tempo.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa