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Unicredit, gran balzo dell’utile

Trimestre positivo per Unicredit, che ha messo a segno un utile netto in forte crescita a 907 milioni di euro dai 406 mln dello stesso periodo del 2016. Il progresso è del 40,6% rispetto al precedente utile adjusted di 645 mln. I ricavi sono aumentati del 3,4% a 4,8 miliardi, mentre il margine d’interesse è diminuito del 2,5% a 2,6 mld.

Le commissioni sono migliorate del 4,5% a 1,5 miliardi e il rapporto costi-ricavi è sceso di quasi quattro punti al 59,7%.

In rallentamento i crediti verso la clientela (0,4 a 419,3 mld). Le sofferenze lorde sono calate ulteriormente a 31,1 mld (-2,2% rispetto a dicembre e -38,8% su base annua). In discesa di circa il 30% le esposizioni deteriorate lorde a 55,3 miliardi. Per quanto riguarda gli indici patrimoniali, il Cet1 ratio transitional si è rafforzato all’11,71%, il Tier 1 transitional era al 12,65% e il Total Capital ratio transitional al 15,2%.

Quanto alle stime per l’intero anno, Unicredit ha confermato gli obiettivi sul margine d’interesse (10,2 mld) e sul Cet1 ratio fully oltre il 12%.

L’a.d. Jean Pierre Mustier, durante un incontro con gli analisti, ha tuttavia osservato che fino alla fine del piano industriale la strategia sul fronte dei dividendi è destinata a rimanere invariata. Ogni decisione in questa direzione che verrà presa in futuro dovrà tener conto dell’impatto che potranno avere Basilea 4 e Pillar 2. Secondo quanto prevede il Piano Transform 2019, il primo elaborato da Mustier alla guida della banca, nei prossimi anni la politica di remunerazione prevede di distribuire sotto forma di cedola cash una percentuale degli utili variabile tra il 20 e il 50%.

Mustier ha poi precisato che non sono state fatte ulteriori svalutazioni nel fondo Atlante. Tra i soci del veicolo gestito da Quaestio Capital, l’istituto di piazza Gae Aulenti resta quello che nei mesi scorsi ha operato il write-off più cospicuo, riducendo il valore di libro di circa l’80%.

Nella partita Alitalia, che vede Unicredit coinvolta nel duplice ruolo di azionista e prestatore, il banchiere francese si è detto deluso per il fatto che, in seguito al referendum che ha bocciato il piano di salvataggio, «non sia stata trovata una soluzione di sistema».

E questo nonostante che la banca abbia sempre supportato il vettore e sia stata disponibile a cercare soluzioni per il salvataggio e il rilancio. Mustier ha aggiunto che non solo la quota Alitalia è stata totalmente svalutata a bilancio, ma anche l’esposizione creditizia nei confronti della compagnia risulta totalmente coperta.

Piazza Affari ha premiato Unicredit, con un rialzo del 3,67% a 16,68 euro. Secondo gli analisti i conti trimestrali sono risultati molto superiori alle attese: in particolare, l’utile ha battuto del 48% le stime del consenso.

Giacomo Berbenni

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