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Unicredit gioca d’anticipo

L’impegno preso dall’a.d. Jean Pierre Mustier in Unicredit sarà a lungo termine e andrà oltre il 2019: lo ha annunciato il capoazienda durante l’assemblea dei soci, che ha designato il nuovo cda composto da 15 membri e presieduto da Fabrizio Saccomanni. «Siamo impegnati a sviluppare il percorso di Unicredit come una banca paneuropea vincente», ha detto Mustier. «Lavoriamo nel 2018, ma il nostro impegno è molto a lungo termine. Non siamo ancora a metà del nostro cammino, è una maratona, ma il mio impegno e quello del team management andrà molto al di là del 2019. Sono fedele a Unicredit, sono impegnato in prima persona perché la trasformazione sia un successo».Mustier, che secondo recenti indiscrezioni di mercato era candidato alla guida di Deutsche Bank, ha ringraziato gli azionisti «che hanno creduto in noi, sottoscrivendo l’aumento di capitale, e hanno apprezzato il Piano Transform. La ricapitalizzazione è stata un’operazione di successo. La trasformazione del nostro modello operativo è in anticipo rispetto al nostro piano e le dinamiche commerciali sono forti in tutto il gruppo. Siamo soddisfatti della raccolta gestita in Italia e il Corporate investment banking resta in cima alle classifiche europee. I costi sono scesi del 4% e confermano l’impegno a una maggiore efficienza dei costi».

Quella di ieri è stata l’ultima assemblea del presidente uscente Giuseppe Vita. «Lascio un gruppo che oggi è molto cambiato ed è sicuramente più forte e pronto per continuare a crescere e confermarsi banca di successo», ha osservato. «Durante questo periodo l’intero settore bancario ha affrontato sfide senza precedenti e ha subìto un’evoluzione significativa. Unicredit ha saputo cogliere le opportunità che si sono presentate per intraprendere una profonda trasformazione e creare una banca paneuropea vincente».

Secondo Vita, il nuovo piano strategico «sta già producendo risultati tangibili sia dal punto di vista della redditività sia della solidità patrimoniale, cambiando il modo di lavorare e consentendo alle nostre persone di concentrarsi ancora di più sui nostri clienti. Abbiamo ridefinito il perimetro del gruppo, rimanendo una delle poche banche europee con una presenza globale. Allo stesso tempo abbiamo significativamente ridotto il nostro portafoglio di crediti deteriorati, migliorando il nostro profilo di rischio». I risultati del 2017 «ci hanno consentito di tornare a proporre la distribuzione di un dividendo cash, nonché di prospettare un progressivo incremento dei dividendi a partire dal 2019».

Saccomanni, che oggi verrà nominato presidente, ha riferito di essere «molto contento di essere stato nominato dall’assemblea con una maggioranza molto ampia: questo testimonia che gli investitori, con cui ho avuto modo di parlare nelle settimane scorse, hanno fiducia in Unicredit e nel nostro piano di trasformazione della banca. Gli investitori», ha proseguito Saccomanni, «hanno fiducia anche nella riforma della governance portata avanti, che ci allinea con le migliori pratiche internazionali». L’istituto avrà un solo vicepresidente, che sarà scelto oggi dal cda.

A Piazza Affari Unicredit ha guadagnato il 2,44% a 17,244 euro.

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