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Unicredit esce da Mediobanca: in vendita l’8,4%

Unicredit scioglie lo storico legame con Mediobanca e azzera l’intera partecipazione dell’8,4% detenuta nel capitale di Piazzetta Cuccia. Da tempo, l’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, aveva derubricato la quota a mero investimento finanziario, lasciando intendere la volontà di liquidare la posizione non appena i corsi azionari avessero superato i valori di libro pari a 9,89 euro.Le azioni Mediobanca hanno messo a segno un’impennata nelle ultime settimane (ieri hanno chiuso gli scambi a 10,78 euro, in calo dell’1,06%), con l’ingresso nel capitale della Delfin di Leonardo Del Vecchio, che ha costruito una posizione del 7,52%. Da inizio anno il rialzo è stato di circa il 45%. Questo ha giocato a favore dei piani di Unicredit, che ancora una volta riesce a fare cassa in vista dell’imminente piano strategico, atteso all’inizio di dicembre. Agli attuali valori l’operazione vale intorno a 800 milioni di euro.

Proprio il fondatore di Luxottica, grazie anche al parziale disimpegno annunciato qualche giorno fa da parte di Vincent Bolloré, che ha sensibilmente alleggerito la sua quota, diventa il primo azionista per peso negli assetti della banca guidata dall’a.d. Alberto Nagel. A quest’ultimo l’imprenditore milanese ha chiesto una gestione più audace e meno legata ai proventi di Generali e della controllata Compass: rendite di posizione che, secondo Del Vecchio, hanno fatto «sedere sugli allori» i vertici di Piazzetta Cuccia.

La cessione della quota Unicredit è avvenuta sul mercato attraverso un collocamento accelerato riservato agli investitori istituzionali. La vendita dei titoli vede impegnate nel ruolo di joint bookrunner Bank of America, Morgan Stanley e Unicredit Cib.

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