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UniCredit, eletto il nuovo cda I soci libici restano con il 4,15%

I soci libici si tengono stretta UniCredit, e viceversa. Ieri, dopo tre anni che non si vedevano in assemblea, i rappresentanti della Banca centrale libica (che ha in mano il 2,9% della banca) e della Libyan Investment Authority (1,25%) non solo si sono presentati all’Eur, ma – nel corso di un incontro prima dell’avvio dei lavori con il ceo Federico Ghizzoni e il presidentre Giuseppe Vita – hanno espresso «la loro volontà e il loro interesse per una gestione più attiva della loro partecipazione azionaria nel capitale », come recita una nota della banca. Morale: i libici, con il loro 4,15% nel gruppo sono e resteranno parte integrante di quel nocciolo duro di soci destinato a dare stabilità alla banca. «Puntiamo a una stretta collaborazione», ha confermato a Radiocor il Governatore della Banca centrale libica, Saddek Omar El Kaber, che con il presidente della Lia, Libyan Investment Authority, Abdulrahman Benyezza, ha seguito i lavori da una saletta.

La conferma che i legami con la Libia sono saldi arriva in un momento di profonda evoluzione dell’azionariato di UniCredit, che vede il ridimensionamento progressivo del peso delle Fondazioni – ieri non è passata inosservata l’assenza di CariVerona, pronta ad alleggerire la propria quota dopo aver rinunciato ad avere rappresentanti nel board – e la conferma della centralità dei fondi, che non a caso ieri quando c’è stato da eleggere il board hanno votato in massa per la lista di minoranza, quella che aveva come unico candidato Lucrezia Reichlin, catalizzando così il 54% dei voti favorevoli (su circa il 52% del capitale della banca presente in assemblea) contro il 46% ottenuto dalla lista di maggioranza. Nessun gesto ostile da parte dei fondi nei confronti della banca, si fa notare da fonti vicine al mondo degli istituzionali, ma la conferma del fatto che da BlackRock in giù tutti intendono seguire da vicino il cammino di UniCredit, pur nell’atteggiamento tipicamente passivo dei fondi.
Rispetto alle previsioni della vigilia, nessuna novità sulla composizione del nuovo board. Dopo aver approvato con una maggioranza bulgara il bilancio 2014, con relativo scrip dividend di 12 centesimi, e la riduzione da 19 a 17 componenti del board, l’assemblea ha eletto il nuovo consiglio. Che si è riunito nel tardo pomeriggio subito dopo la fine dei lavori e ha confermato Federico Ghizzoni nella carica di consigliere delegato Giuseppe Vita alla presidenza. Come anticipato l’altroieri da Il Sole 24 Ore, alla fine si è optato per tre vice presidenti: Luca Cordero di Montezemolo (nominato anche presidente del comitato corporate governance e nomine), Fabrizio Palenzona e Vincenzo Calandra Buonaura, cui è stato attribuito anche il ruolo di vicario. Insieme a loro entrano nel board Mohamed Ahmed Badawy Al Husseiny, Manfred Bischoff, Cesare Bisoni (a capo del comitato parti correlate), Hernryka Bochniarz, Alessandro Caltagirone (presidente del comitato Remunerazione), Helga Jung, Clara Streit, Paola Vezzani, Alexander Wolfgring (neo presidente del comitato controlli interni e rischi), Anthony Wyand, Elena Zambon e, appunto, Lucrezia Reichlin. I libici non hanno chiesto un posto in cda come avevano qualche anno fa (vicepresidente era il governatore Farhat Bengdara): nessun nome infatti è stato inserito nella lista di maggioranza per il nuovo consiglio, possibilità che con ogni probabilità avrebbero ottenuto, ma piuttosto c’è interesse a riattivare e rafforzare le opportunità di business nel paese, in un piano condiviso con il management.
La questione libica comunque non è stata affrontata dall’assemblea che, come accennato, ha approvato i conti 2014 (chiusi a livello di gruppo con un utile di 2 miliardi di euro), la distribuzione del dividendo anche sotto forma di scrip dividend (assegnazione di azioni) per complessivi 697 milioni di euro. Una cedola migliorato del 20% sul 2013 ma che Ghizzoni spera di far crescere nei prossimi anni, mentre il presidente Vita sottolinea «le scelte coraggiose» compiute negli anni scorsi per far tornare la redditività: «Anche sul dividendo cercheremo di essere in crescita nei prossimi anni – ha detto Ghizzoni, rispondendo alle domande di un socio in assemblea -. Stiamo lavorando duramente giorno per giorno per riportare in alto il valore del gruppo, il titolo ha guadagnato negli ultimi due anni il 54% e il 16% da inizio 2015». Ghizzoni ha ricordato poi che «la possibilità di uno scrip dividend permette di scegliere tra azioni e cash»: i soci potranno decidere nella finestra compresa tra il 19 e il 29 maggio.

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