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Unicredit, due settimane per il ceo Il pressing della Banca d’Italia

MILANO Accelera il processo di individuazione del nuovo amministratore delegato di Unicredit al posto di Federico Ghizzoni: lo ha confermato il presidente Giuseppe Vita al quotidiano austriaco Der Standard e a quello tedesco Boersen Zeitung : «Non solo i nostri soci, ma anche i dipendenti e lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, chiedono che venga indicato qualcuno presto. Ora abbiamo accelerato le cose e non è escluso che riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo in modo relativamente veloce».

Il processo dovrebbe chiudersi dunque prima di quel «fine luglio» indicato il 10 giugno proprio da Vita al Sole 24 Ore . Si parla di una short list in elaborazione da parte del cacciatore di teste Egon Zehnder che dovrebbe essere individuata dal comitato nomine presieduto da Luca Cordero di Montezemolo alla riunione di mercoledì 30, in vista del board dell’11 luglio (a meno di anticipazioni oggi non previste).

L’urgenza è stata evidenziata ieri anche dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco: «Un gruppo di queste dimensioni deve essere guidato con tutti i poteri, chiediamo che il processo arrivi presto a soluzione, confido che avvenga in tempi molto brevi e ho informazioni che si sta determinando la rosa entro cui fare selezione», ha detto, precisando che della vicenda «si discute a Francoforte in ambito di vigilanza unica». L’indicazione dei regolatori che il nuovo ceo sia «in grado di portare la banca anche in condizioni economico-finanziarie migliori di quelle che vediamo».

La Borsa tuttavia in questi ultimi giorni — complice il mood favorevole dei mercati che hanno scommesso sul «No» alla Brexit — non sembra riflettere la necessità di colmare il sostanziale vuoto di potere apertosi il 24 maggio: ieri Unicredit ha guadagnato un sonoro +7,6% a 2,72 euro. A favorire il recupero, la risalita generalizzata di Piazza Affari, in particolare dei bancari con Ubi (+9,9%), Unipol (7,7%), Bper (7,6%), Banco popolare (+6,4%), Mediobanca (+6,2%). E questo, per Unicredit, nonostante che i grandi soci — le fondazioni Crt, Cariverona, Carimonte, gli arabi di Aabar, i privati Caltagirone e Del Vecchio, i fondi Usa come BlackRock — non abbiano ancora individuato un nome che coaguli il consenso. «C’è unanimità sul profilo», ha spiegato Vita. «È certo che debba essere un manager che conosce il mercato italiano e abbia maturato una solida esperienza nei mercati esteri. Alcuni manager non italiani che rispondono a questi criteri hanno già dato una risposta negativa», anche perché «l’Italia ha una politica di remunerazione abbastanza conservativa per i manager della finanza».

L’elenco dei papabili starebbe riducendosi: nel profilo ideale rientrerebbero Corrado Passera — che però sconta il suo ingresso in politica per di più in opposizione al governo Renzi — e il ceo di Ubi, Victor Massiah. Tra i papabili esterni ieri Carlo Cimbri, ad di Unipol, ha escluso nuovamente l’ipotesi di un suo approdo a Unicredit. E continuano a circolare i nomi di Giampiero Maioli (Credit Agricole Italia), Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Gaetano Micciché (Banca Imi) e, nonostante le smentite, Alberto Nagel (Mediobanca). Nella scelta sarà determinante la capacità di dialogare con il mercato e di spiegare un aumento di capitale che appare inevitabile .

Fabrizio Massaro

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