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UniCredit, depositate le liste per il consiglio

MILANO – Più Italia e più impresa nel prossimo cda di UniCredit. Ieri, con il deposito delle liste in vista della prossima assemblea dell’11 maggio, si è definitivamente alzato il velo sul board che affiancherà il presidente designato, Giuseppe Vita: rispetto al cda in scadenza, spicca il plotone degli italiani, che conterà 13 componenti su 19 (ad oggi sono 11 su 20), ma anche quello d
egli uomini e delle donne d’impresa, sei in totale, in rappresentanza delle diverse aree del globo in cui opera Piazza Cordusio.
I privati italiani
Se è vero che il nuovo cda è uno specchio fedele del nuovo assetto post-aumento di capitale della banca, particolarmente significativo è il raddoppio dei rappresentanti dei gradi azionisti privati, tra i più sensibili alla “chiamata alle armi” di Piazza Cordusio: con la ricapitalizzazione di gennaio sono entrati, infatti, il costruttore ed editore Francesco Gaetano Caltagirone, il patron di Tod’s, Diego Della Valle e il gruppo De Agostini, con una quota che complessivamente va oltre al 2%, e oggi i privati si ritrovano forti di una partecipazione totale che supera i soci storici e pesanti come le Fondazioni Crt e Cariverona. Risultato: accanto a Luigi Maramotti, a rappresentare i privati italiani arriverà Alessandro Caltagirone, classe 1969, figlio di Francesco Gaetano Caltagirone, presidente di Vianini Industria e vicepresidente di Unindustria Roma.
I due elenchi
Ieri alle 17, allo scadere dei termini previsti dallo statuto della banca, risultavano depositate due liste. La prima, quella da cui verosimilmente in assemblea verranno eletti 18 componenti, è stata presentata dalle Fondazioni, ma di fatto contiene anche i nomi indicati dai grandi azionisti stranieri. In lista – oltre a Vita e all’ad, Federico Ghizzoni – figurano Khadem Abdulla Al Qubaisi e Luca Cordero di Montezemolo (indicati dal fondo Aabar, socio al 6,5%), Antonio Maria Marocco e Fabrizio Palenzona (Fondazione Crt), Candido Fois (Cariverona), Vincenzo Calandra Buonaura e Lorenzo Sassoli de’ Bianchi (Carimonte), Helga Jung (Allianz), Francesco Giacomin (Fondazione Cassamarca), Marianna Li Calzi (Fondazione Banco di Sicilia); Manfred Bischoff, Henryka Bochniarz, Friedrich Kadrnoska e Anthony Wyand (in rappresentanza dei principali mercati in cui è presente UniCredit), Alessandro Caltagirone e Luigi Maramotti. Chiude l’elenco, al 19esimo posto, Giovanni Belluzzi della Fondazione Manodori, che sarà destinato a lasciare il posto al rappresentante di minoranza. Al riguardo, come ha comunicato ieri la banca, «un’ulteriore lista è stata presentata da alcuni Fondi, contenente la candidatura alla carica di amministratore di Lucrezia Reichlin», destinata dunque a restare in cda nella veste di indipendente. Chi resta fuori dal board sono i soci libici, attualmente rappresentati dal vice presidente Farhat Omar Bengdara, la cui doppia quota in UniCredit è stata al momento congelata.
«Sulla lista c’è stato un accordo unanime», ha detto ieri il presidente della Fondazione Bds, Giovanni Puglisi: «Credo sia la risultante di una dialettica molto serrata ma molto positiva, dove sono state rispettate tutte le componenti italiane ed estere, le fondazioni grandi e piccole, i privati e tutto il territorio italiano». Sempre tra le Fondazioni azioniste di Piazza Cordusio, ieri il consiglio di indirizzo della Crt ha ratificato il bilancio 2011, già approvato dal consiglio di amministrazione a fine febbraio; l’esercizio si è chiuso con un avanzo di 7 milioni e un patrimonio che da 2,9 scende a 1,9 miliardi, scontando la svalutazione della partecipazione in UniCredit.

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