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Unicredit, corre l’utile 914 milioni in tre mesi

MILANO — Unicredit chiude il primo trimestre con utili per 914 milioni, in aumento del 12,8% rispetto a un anno fa. Il risultato normalizzato, esclusi i proventi dal riacquisto dei bond, è di 444 milioni e in calo del 45% su base annua ma con un balzo dell’80% sull’ultimo trimestre 2011. Il numero uno Federico Ghizzoni, dopo il consiglio che ha approvato i conti, ha detto che, «date le condizioni economiche e dei mercati, la banca presenta una solida evoluzione dell’utile netto, un miglioramento della liquidità e progressi soddisfacenti nel piano strategico. Guardando al futuro la situazione di mercato non sarà facile, ma siamo fiduciosi di poter navigare su queste acque non tanto tranquille». Ha poi aggiunto che il successo dell’aumento di capitale ha consegnato all’istituto «uno stato patrimoniale estremamente solido», con un core tier 1 al 10,3%, superiore all’obiettivo del 9%. Sul dividendo il top manager ha detto che l’idea «enunciata nel piano è tornare a distribuirlo nel 2012. Quanto sarà si deciderà a fine anno». La Borsa ha accolto i risultati superiori alle attese con un balzo del titolo del 6,76%.
Ghizzoni ha poi sottolineato che, dopo la nuova proposta di Sator e Palladio per Fonsai, «la posizione di Unicredit non cambia. L’offerta Unipol per la fusione è l’unica con contenuti industriali. Penso sia pericoloso rimandare la soluzione e siamo determinati ad andare avanti sulla strada nota. Stiamo dunque lavorando sull’ipotesi Unipol e il consiglio ha approvato la ristrutturazione del debito Premafin, propedeutica a quell’operazione».
Ieri intanto si sono svolti anche i board di Fonsai e Unipol sulle trimestrali. Fondiaria Sai torna all’utile: 73,5 milioni contro il rosso di 25 milioni di un anno fa. Il margine di solvibilità risale dal 78,2% di fine 2011 al 91,6%. Il gruppo bolognese ha chiuso i primi tre mesi con utili più che raddoppiati a 71 milioni e un solvency pari a 1,5 volte il minimo regolamentare.
Il consiglio Fonsai ieri ha anche «preso atto» della nuova offerta Sator-Palladio e «si è riservato di valutarla in una successiva riunione». Gli advisor svolgeranno approfondimenti in vista del board che dovrebbe essere convocato per martedì sui concambi. L’accordo risulta vicino. Le ipotesi, che devono essere valutate dal comitato degli indipendenti (dal quale esce Valentina Marocco «per ragioni di opportunità connesse al rapporto di parentela con un consigliere Unicredit») si aggirano su una quota di controllo di Unipol nel nuovo polo vicina al 62% (rispetto al 66,7% prima indicato dai bolognesi). «È un numero sul quale potrebbe esserci una convergenza», ha detto Maurizio Dallocchio, consulente Premafin. Dopo il board di Fonsai dovrebbero essere convocati a ruota anche quelli di Milano e Premafin. Infine il numero uno di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani, alla domanda se la banca sia stata contattata da Palladio-Sator, ha risposto: «Anche se così fosse noi non rilasciamo mai dichiarazioni su clienti effettivi o potenziali».

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