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Unicredit, consiglio a 13. Le donne salgono fino al 45%

Unicredit definisce oggi il futuro assetto di governo sotto la guida del ceo designato Andrea Orcel e la presidenza di Pier Carlo Padoan. Il consiglio di amministrazione che si riunisce dovrebbe dare il via libera alla lista di candidati per il board da eleggere all’assemblea del 15 aprile. Per Unicredit lo statuto prevede che sia il consiglio uscente a proporre una lista ai soci, una modifica voluta dall’ormai ex ceo Jean Pierre Mustier perché considerata più consona allo status di public company dell’istituto di piazza Aulenti. Non che i soci non contino: si è visto negli orientamenti che hanno portato all’indicazione di Orcel come nuovo capoazienda. Ma certamente banche complesse come Unicredit richiedono un equilibrio sia di genere sia di preparazione e competenze che vanno vagliate molto attentamente, ed è un compito che i board — in particolare i comitati nomine — sono soprattutto in grado di svolgere.

Nel caso di Unicredit il nuovo consiglio proposto dal board uscente — è la seconda volta che accade — dovrebbe essere di 13 membri, uno in meno rispetto a quello precedente. La quota femminile obbligatoria del 40% potrebbe venire ulteriormente incrementata al 45%, ovvero sei consigliere. Essendo due posti riservati alle minoranze di Assogestioni, dalla lista predisposta dal comitato nomine guidato da Stefano Micossi con l’assistenza dei cacciatori di teste di Spencer Stuart potranno essere eletti in undici. Scontati Orcel e Padoan — che prendono il posto di Mustier e dell’attuale presidente Cesare Bisoni — per gli altri nove consiglieri l’orientamento è di un’ampia riconferma. Potrebbero essere rinnovati tre-quattro consiglieri (circa il 30%), attingendo in particolare dai posti di coloro che sono già al secondo mandato come l’austriaco Alexander Wolfgring o il banchiere di Abu Dhabi Mohamed Hamad Al Mehairi. Potrebbe lasciare il consiglio anche Diego De Giorgi, il banchiere ex BofA che sta promuovendo una Spac insieme con Mustier. Attualmente in consiglio siedono Maria Pierdicchi, Francesca Tondi, Beatriz Lara Bartolomé ed Elena Carletti. Un numero inferiore al minimo, solo momentaneo, date le dimissioni di ottobre di Elena Zambon che hanno consentito la cooptazione di Padoan. Sarà importante per l’equibrio nel board sia la presenza di consiglieri dal profilo internazionale sia di personalità dal background finanziario e tecnologico. La lista dei candidati dovrebbe venire pubblicata oggi. Con il 15 aprile partirà l’era Orcel, che il mercato vede come il pivot del nuovo risiko bancario.

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