Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

UniCredit chiude la vendita di Uccmb

UniCredit è un passo dal chiudere definitivamente la cessione di Uccmb a Fortress e Prelios. «Abbiamo definito i contenuti dell’accordo, speriamo di poter annunciare a breve la conclusione dell’intesa», ha spiegato l’amministratore delegato Federico Ghizzoni nel corso dell’incontro tenuto ieri con la stampa a valle del consiglio di amministrazione che ha approvato il budget 2015. «La novità – ha aggiunto il manager – è che ora non si negozia più e si stanno semplicemente scrivendo i contratti». Nessuna anticipazione, tuttavia, sul valore della transazione rispetto al quale i rumor fin qui circolati indicano un prezzo di 550 milioni di euro, dei quali 300 milioni per la piattaforma di gestione, composta da circa 700 dipendenti, e 250 milioni per il pacchetto di non performing loan. Un portafoglio, quest’ultimo, del valore nominale di 2,5 miliardi. Un passo importante per la banca che ieri ha approvato anche le linee guida per l’anno in corso. Dodici mesi al termine dei quali Ghizzoni è certo che l’istituto annuncerà ricavi «in crescita», complice il contributo positivo «della componente transazionale, rispetto ai margini di interesse». Il focus sarà quindi sulle «attività che generano commissioni: bancassurance, private banking e asset management», ma anche su «corporate e investment banking». Il banchiere ha poi spiegato che il budget, che procederà sulla falsariga del piano industriale approvato nel 2014, «si muoverà in un contesto macro ancora non facile perchè la ripresa dell’Europa è limitata». Nonostante questo, Ghizzoni rileva qualche segnale positivo. In primis ha ricordato che UniCredit ha già utilizzato buona parte dei 7,8 miliardi di Tltro presi a settembre presso la Bce. «Sono già stati impiegati per 6,5 miliardi», ha spiegato il banchiere sottolineando che l’istituto si immagina di terminarli «entro fine febbraio», quindi prima del previsto. Per giunta, «la liquidità è finita soprattutto alle piccole e medie imprese piuttosto che alle grandi».
Altra novità rilevante per il futuro della banca è che, con ogni probabilità, non adotterà il voto plurimo. La riflessione in merito è stata fatta, «coinvolgendo tutti i soci», e il feedback, evidentemente, non è stato positivo: «Ci sembra che la preferenza degli azionisti sia per non introdurre il voto plurimo». Per restare in tema di governance, si lavora alla riduzione del numero dei consiglieri e sulla questione il banchiere assicura di non aver percepito «tensioni tra i soci», il processo starebbe procedendo «senza sussulti e intoppi».
UniCredit, ha poi chiarito Ghizzoni, a prescindere dall’intervento del governo sulle Popolari, non intende cambiare la propria strategia: «Non faremo alcuna acquisizione, in Italia stiamo già crescendo in alcune aree specifiche».
Infine, il banchiere si è concesso un ultimo commento sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea: «È presumibile che domani la Bce vari “un intervento” di Quantitative Easing e, se dovessi scommettere, penso a un intervento di tipo classico». Cioé con acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, invece che in capo alle singole banche centrali dei Paesi dell’Eurozona.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa