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UniCredit vende la polacca Pekao

Arriva a compimento un’altra grande operazione di Unicredit in vista dell’aumento di capitale. La banca di piazza Gae Aulenti, dopo mesi di trattative, ha infatti ceduto per 2,4 miliardi di euro il 32,8% del capitale di Bank Pekao all’assicuratore polacco Pzu e al fondo statale Pfr. Si tratta di un’operazione complessa, dove in parallelo, al fine di completare la dismissione della sua intera partecipazione, Unicredit ha lanciato un’operazione di mercato attraverso certificati equity-linked per cedere il residuale 7,3% detenuto nell’istituto polacco: offerta arrivata a conclusione sempre ieri per un importo di 500 milioni.
In valuta locale il prezzo concordato per la vendita della partecipazione in Pekao (pari al 32,8%) a Pzu e Pfr è uguale a 123 zloty polacchi per azione o 10,6 miliardi di zloty pari a 1,42 volte il patrimonio netto al 30 settembre 2016. L’operazione avrà un impatto positivo di circa 55 punti base sul Cet 1 ratio del gruppo UniCredit al 30 settembre 2016.
Inoltre, la stessa vendita della partecipazione residua in Pekao del 7,3% tramite i suddetti certificati genererà un impatto positivo sul capitale alla data di scadenza degli stessi.
L’accordo è stato difficile da concludere anche per alcuni aspetti contrattuali specifici. Al fine di favorire un regolare processo di transizione, UniCredit ha trovato un accordo per continuare a fornire, a condizioni di mercato, determinati servizi di supporto relativi a sistemi di information technology.
Altro aspetto da regolare è stato quello dei mutui denominati in franchi svizzeri. Pekao detiene infatti nel proprio Paese una limitata quota di mercato (pari al 3%) in questa categoria di mutui: è stato dunque previsto a favore dei due acquirenti, in caso di cambiamenti nella legge che regolamenta l’esposizione delle banche in Polonia a prodotti di questo tipo, uno specifico indennizzo. In aggiunta, UniCredit ha concordato con Pzu e Pf la vendita delle ulteriori partecipazioni nelle società polacche del gruppo: cioè Pioneer Pekao Investment Management, Pekao Pioneer Pte e Dom Inwestycyjny Xelion, per un prezzo complessivo pari a 634 milioni di zloty (cioè 142 milioni di euro). Infine, le parti hanno concordato di negoziare un accordo commerciale per fornire supporto alla clientela di UniCredit che ha accesso al mercato polacco.
«A luglio abbiamo annunciato – spiega l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier – il lancio di una profonda revisione della strategia del gruppo, con l’obiettivo di ottimizzare la dotazione di capitale, migliorarne la redditività, garantire una continua evoluzione delle attività di business e mantenere la flessibilità necessaria a cogliere tutte le opportunità di generazione di valore. Questa transazione è uno dei risultati di questa revisione».
Ora tutti i riflettori sono sull’annuncio del piano strategico che sarà comunicato nel corso del capital markets day in programma a Londra il 13 dicembre. In pochi mesi Mustier ha realizzato operazioni, tra dismissioni e collocamenti, per circa 5 miliardi. Ora per il gruppo di piazza Gae Aulenti in cantiere, secondo i rumors, ci sarebbe un aumento di capitale da circa 13 miliardi di euro, valore che però dovrebbe rappresentare il limite superiore di una forchetta: l’entità potrebbe ridursi in seguito ad altre cessioni come ad esempio quella dell’asset manager Pioneer (valorizzato 3,5 miliardi), dopo l’esclusiva concessa alla francese Amundi. Inoltre sul mercato potrebbe finire il prossimo anno un’altra quota di Fineco, tramite collocamento agli istituzionali.
In ultima istanza i riflettori sono sullo scorporo in un veicolo di cartolarizzazione di un mega-pacchetto di 20 miliardi di Npl: sulla tranche junior del pacchetto sarebbero in corso trattative per l’ingresso di un investitore finanziario(si fanno i nomi di Fortress, Pimco e Cerberus).
Per l’operazione su Pekao, UniCredit si è avvalsa di Morgan Stanley, Ubs e UniCredit Corporate & Investment Banking come consulenti finanziari mentre Weil, Gotshal & Manges hanno agito in qualità di consulenti legali. Deutsche Bank ha invece agito come advisor del compratore Pzu.

Carlo Festa

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