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UniCredit, c’è l’intesa per la Pioneer globale

È ufficiale. UniCredit, Santander e i fondi di private equity Warburg Pincus e General Atlantic hanno trovato l’intesa per integrare Pioneer Investments e Santander Asset Management (Sam). Nasce così una realtà che si posizionerà tra le prime 35 nel mondo e tra le prime 10 in Europa per asset in gestione con circa 400 miliardi di euro di asset gestiti.
L’accordo preliminare prevede la costituzione di una holding company che si chiamerà Pioneer Investments e che avrà il controllo delle attività statunitensi di Pioneer e delle attività integrate di Pioneer e Sam fuori dagli Stati Uniti. UniCredit e i due fondi deterranno il 50% ognuno della holding company che, a sua volta, controllerà il 100% delle attività di Pioneer negli Stati Uniti e il 66,7% della società risultante dall’integrazione delle attività non statunitensi di Pioneer e Sam. Santander controllerà direttamente il restante 33,3% di quest’ultima società.
In base all’intesa trovata, Pioneer ha visto una valorizzazione di 2,75 miliardi di euro a livello di enterprise value, mentre Sam è stata valutata 2,6 miliardi di euro (inclusa la partecipazione del 49,5% in AllFunds Bank). Per quel che riguarda, invece, l’impatto che l’operazione potrà avere sul capitale di UniCredit, il gruppo guidato da Federico Ghizzoni ha comunicato una stima di circa 25 punti base. Secondo quanto riportato da Bloomberg, citando il Wall Street Journal, l’operazione prevederebbe un esborso di 1,1 miliardi in contanti da parte del gruppo spagnolo e dai private equity.
I vertici della nuova Pioneer Investmens vedranno nel ruolo di global chief executive officer Juan Alcaraz, attuale ceo di di Santander Asset Management, mentre Giordano Lombardo, attuale ceo e group chief investment officer (cio) di Pioneer, sarà il nuovo global cio e deputy ceo.
«Pioneer e Sam metteranno in comune piattaforme, competenze negli investimenti e relazioni commerciali fortemente complementari che consentiranno alla nuova entità di disporre di un’offerta ancora più completa di prodotti e servizi per i propri clienti» si legge in un comunicato, che precisa inoltre come la partnership tra le due società svilupperà «rilevanti economie di scala, un vantaggio distintivo nell’industria del risparmio gestito, e una più ampia diversificazione del business in termini di strategie di investimento, presenza geografica e canali distributivi».
A livello di distribuzione geografica, la nuova realtà dell’asset management potrà contare su una piattaforma distributiva globale con una presenza in oltre 30 paesi, sia in aree ad elevata crescita che in regioni mature, come l’America Latina, il Nord America, l’Asia e con una posizione di leadership in Europa.
Si chiude così una trattativa arrivata sul tavolo del consiglio di amministrazione di Unicredit nel settembre scorso, che ha visto gli advisor Morgan Stanley e Merrill Lynch a fianco del gruppo guidato da Federico Ghizzoni, mentre Ubs ha assistito Santander.

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