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UniCredit, il cda ha deciso: a Orcel la guida del gruppo

Ci vorranno almeno due mesi e mezzo per vederlo all’opera. Ma Andrea Orcel è comunque il nome che sarà scelto oggi dal Cda di UniCredit per guidare la banca dopo l’uscita di Jean Pierre Mustier. Banchiere di elevato standing e dalla forte vocazione internazionale, Orcel, 57 anni, ha superato la concorrenza di tutti gli altri candidati – inclusa quella dell’altro nome forte in lizza, l’ex Bnl Bnp Paribas nonché attuale dg di Fincantieri, Fabio Gallia – grazie all’ampio supporto fornito da molti dei soci italiani ed esteri e alla perfetta “adesione” all’identikit del banchiere ideale tracciata dal presidente Pier Carlo Padoan.

Benchè sia oramai matura come decisione, la nomina di Orcel al ruolo di Ceo diventerà operativa solo a partire dal 15 aprile. In quella data è infatti prevista l’assemblea per il rinnovo dell’intero Consiglio di amministrazione, cui toccherà dare il voto favorevole alla lista proposta dal Cda uscente, un passaggio che è pressochè scontato. La designazione a futuro Ceo sarà formalizzata oggi pomeriggio dal board, che approverà così la candidatura presentata nel frattempo dal Comitato Nomine atteso in mattinata.

L’ingresso “ritardato” di Orcel in Cda e ai posti di comando potrebbe insomma rimandare, seppure di poco, il rilancio che il gruppo e il mercato attendono da tempo. D’altra parte tale dinamica non sarebbe neppure una novità per la banca di piazza Gae Aulenti (come per altre). Lo stesso Mustier, dopo essere stato cooptato come membro del cda il 30 giugno 2016, venne nominato ceo e dg di UniCredit con decorrenza 12 luglio, ovvero due settimane dopo. Nel caso di Orcel, in effetti, il tempo di attesa sarà più lungo. Ma ciò dovrebbe consentire al banchiere – pur iniziando a prendere le misure nella banca – di risolvere la grana legale da 100 milioni di dollari che si trascina da mesi con Santander, colosso spagnolo che lo aveva scelto a fine 2018 come nuovo Ceo salvo poi revocare la nomina per un cambio di visione imprevisto. Di certo l’allungamento dei tempi porterà l’attuale Ceo Mustier a firmare il bilancio 2020 – che si attende all’insegna della prudenza – e a presentarlo al mercato a valle del relativo cda di approvazione fissato per il 10 febbraio. Nessuna sovrapposizione tra i due manager, insomma, anche per segnalare una cesura netta tra le due fasi.

Stimato dal mercato e dagli addetti ai lavori, tanto da essersi guadagnato il soprannome di “Ronaldo dei banchieri”, Orcel avrebbe concordato un compenso in linea con gli standard di mercato, con un salario fisso che secondo rumors potrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro. Se confermata, la retribuzione si rivelerebbe superiore a quella di Mustier (1,2 milioni nel 2019), ma di certo inferiore a quella stellare che il banchiere romano ha percepito per anni in Ubs, da cui è uscito nel 2019 proprio in vista dell’ingresso al Santander.

Attorno al nome di Orcel si sarebbe coagulato da subito il consenso di pressochè tutti i soci internazionali e italiani: a partire da quello di un azionista di peso come Leonardo Del Vecchio, che avrebbe fatto da sponsor per la sua nomina assieme alle due Fondazioni della banca, Cariverona e Crt. La scelta è insomma caduta su un manager dall’elevata reputazione, un “superbanchiere” ritenuto una garanzia per gli investitori per il suo track record e le sue indiscusse capacità di investment banker, qual è stato per 20 anni in Merrill Lynch fino al 2012 prima di entrare in Ubs. Un profilo, quello di esperto di operazioni di M&A, che potrebbe tornare utile in prospettiva qualora prendesse davvero piede l’ipotesi Montepaschi. L’eventuale aggregazione tra piazza Gae Aulenti e Siena è ancora da scrivere, visto il quadro politico a dir poco incerto. Va detto la data room è ancora aperta e il Mef sembra ben disposto a sedersi al tavolo delle trattative. Ciò che appare certo però è che, come dice chi lo conosce bene, se mai ci sarà un’operazione tra le due realtà, Orcel «saprà fare il meglio per creare valore a vantaggio degli azionisti di UniCredit». Proprio la promessa che da settimane rinnova al mercato lo stesso board. Che, con questa nomina, trova il modo di smarcarsi dalle accuse di una possibile “politicizzazione” della banca e delle sue scelte. Forse anche per questo ieri il mercato ha festeggiato facendo balzare il titolo del 4,45%.

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