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UniCredit, Biasi per la conferma di Vita

Si dichiara soddisfatto dell’andamento di UniCredit, anche se «le cose possono sempre migliorare», auspica un aumento del dividendo «dopo la cura dimagrante degli ultimi anni» e apre alla conferma degli attuali vertici, con l’amministratore delegato Federico Ghizzoni affiancato dal presidente Giuseppe Vita. Il presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, in un colloquio con Radiocor commenta l’attuale situazione dell’istituto, di cui l’ente controlla il 3,459% del capitale, e si sbilancia su alcuni degli appuntamenti cruciali del prossimo futuro. Alla luce del bilancio dei primi nove mesi 2014 e del superamento dell’esame Bce, Biasi giudica «confortanti» i risultati di UniCredit, «considerando anche la situazione circostante». «Abbiamo avuto assicurazioni sui 2 miliardi di risultato» a livello di utile netto 2014 «e ci contiamo, quindi siamo fiduciosi». Parole da cui appare evidente il giudizio positivo sulla gestione di Ghizzoni, anche in vista del rinnovo dei vertici in calendario la prossima primavera. E se sul tema Biasi non vuole esprimersi esplicitamente per rispetto del ruolo dell’assemblea, non sembrano esserci dubbi nemmeno per quanto riguarda Vita: «Direi che l’abbiamo portato noi», rivendica il numero uno di Cariverona, rimarcando l’apprezzamento nei suoi confronti. Per una Fondazione azionista, in ogni caso, ogni valutazione sui risultati non può prescindere da quella sul dividendo, che continua a rappresentare una voce importante tra le entrate in bilancio. Biasi non si tira indietro e auspica un aumento della cedola rispetto a quella pagata sull’esercizio 2013. Prospettiva del resto ventilata dallo stesso Ghizzoni e su cui gli analisti già scommettono: il consensus di mercato indica un dividendo da 0,12 euro contro gli 0,10 dello scorso anno. «Me lo auguro», si limita a dire Biasi commentando questa indicazione. La visione del presidente di Cariverona, il cui mandato scadrà nell’ottobre 2015 e non potrà essere rinnovato, è positiva anche sul futuro di altre società partecipate, a partire dai due capisaldi della finanza veronese quotata in Borsa: il Banco Popolare e Cattolica Assicurazioni, entrambe ritenute «realtà che hanno prospettive». «Nel Banco abbiamo una quota in linea con il limite di legge e se non ci fosse il limite aumenterei la partecipazione», ha sottolineato Biasi; a fine 2013 l’ente aveva lo 0,5% dell’istituto guidato da Pier Francesco Saviotti. In merito infine a Cattolica, in cui la quota è dello 0,9%, Biasi ha reso noto che Cariverona «ha sottoscritto l’aumento» appena concluso.

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