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UniCredit: avvio 2015 da record per le fusioni

Avvio record del 2015 in termini di fusioni e acquisizioni (m&a) e Unicredit ha «una pipeline molto nutrita di operazioni». Gianni Franco Papa, responsabile corporate&investment banking del gruppo, ha espresso fiducia sulle prossime operazioni che vedranno protagonista l’Italia non solo come “preda”, ma anche come aggregatore in alcuni settori. L’occasione per fare il punto della situazione è stata l’Italian Investment Conference, organizzata da Unicredit e Kepler Cheuvreux, che ha visto la partecipazione di 159 investitori istituzionali e 46 società italiane per un totale di oltre mille e cento incontri.

Papa ha ricordato che nei primi cinque mesi dell’anno l’attività di m&a ha registrato un forte aumento in Italia, con un volume di transazioni pari a 28 miliardi di euro in crescita del 150% rispetto a un anno prima. In questo contesto Unicredit, da parte sua, ha completato sei operazioni per un totale di 1,2 miliardi di euro. «Oltre ad operazioni di grandi dimensioni, come quella di Pirelli che ha un valore di 7-8 miliardi, il mercato ha assistito a diverse operazioni su società con un fatturato tra i 300 e i 500 milioni. Questo testimonia come si tratti di operazioni prevalentemente industriali e non speculative o finanziarie. Crediamo che il mercato continuerà a muoversi in questa direzione» ha commentato Papa, aggiungendo poi che fra gli investitori esteri i più attivi sono «fondi sovrani, gruppi industriali e private equity, questi ultimi interessati in particolare alle mid cap». Allo stesso tempo, però, ha ricordato «le aziende italiane stanno portando a termine acquisizioni all’estero costruendo gruppi internazionali», come ad esempio Luxottica, Yoox, Fca e Lottomatica.
L’Italia, ha detto ancora Papa, «non era un “buy” tra gli investitori istituzionali, ma ora c’è stato un forte ritorno di interesse. Forse, c’è stata una revisione del rischio Italia». Oltre agli investimenti tradizionali dagli Stati Uniti, oggi «c’è forte interesse anche dal Sudest asiatico e dai Paesi arabi del Golfo. Oggi vediamo anche un flusso di interesse da queste nuove geografie, è molto importante per noi perchè allarga la possibilità di investimenti».
E le stime per l’economia italiana incoraggiano gli investimenti. «Unicredit stima per il 2015 una crescita del Pil dello 0,6% e un’ulteriore accelerazione è attesa nel 2016 all’1,2% grazie all’export in cui l’Italia può competere grazie all’alta qualità dei beni esportati» ha commentato Marco Valli, capo economista per l’Eurozona di Unicredit. Valli ha anche precisato che in questo momento l’Italia sta beneficiando dei tassi d’interesse bassi, delle manovre espansive della Bce, dell’euro debole e del prezzo del petrolio contenuto: «per misure di bilancio non c’è spazio, ma il governo potrebbe decidere di riallocare le risorse per ripartire il carico fiscale in modo meno distorsivo per la crescita».
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