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Unicredit, avanti con le cessioni. Aumento verso quota 8 miliardi

Il mercato apprezza l’accelerazione nella vendita della banca polacca Pekao da parte di Unicredit, come elemento essenziale nel rafforzamento patrimoniale che è in corso da parte dell’istituto di Piazza Aulenti. Ieri dopo le conferme del weekend sulle trattative in corso con la compagnia polacca Pzu e il fondo statale Polski Fundusz Rozwoju per la cessione del 33% di Pekao (sul 40,1% totale che Unicredit possiede), il titolo del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier ha guadagnato in Borsa il 2,3% a 2,154 euro.

L’incasso potenziale — circa 2,5 miliardi di euro, secondo rumors della stampa polacca — farebbe accrescere il capitale di Unicredit (circa 60 punti base in più sul common equity tier 1, secondo le valutazioni di Goldman Sachs), diminuendo di conseguenza l’ammontare della richiesta di capitali freschi al mercato attorno a 6-8 miliardi di euro. Anche Pekao ieri in Borsa ha guadagnato circa il 2%: l’istituto di Varsavia capitalizza 7,5 miliardi. Una definizione della cessione potrebbe arrivare entro metà novembre, se non prima, anche se Unicredit ha precisato che «non vi è certezza» sull’esito delle negoziazioni in corso né sulle condizioni delle stesse. Pzu prenderebbe il 20%, mentre il fondo statale Pfr rileverebbe il restante 13%. Un annuncio dovrebbe arrivare comunque prima del nuovo piano industriale atteso per il 13 dicembre.

Il rafforzamento atteso dal mercato e anche dalla Vigilanza della Bce — che secondo quanto circolato nei giorni scorsi potrebbe elevare i livelli patrimoniali con i nuovi esami Srep — per Unicredit potrebbe ammontare complessivamente a circa 13 miliardi di euro. Ma solo una parte di esso dovrebbe essere coperta con aumento di capitale (6 miliardi secondo Equita Sim).

Una buona fetta di quel patrimonio aggiuntivo arriverà dalle cessioni, per le quali tutti gli asset sono stati messi in discussione. Pekao in questo contesto appare come un gioiello della corona, in quanto — come ha sottolineato Mediobanca Securities — ha un ritorno sul capitale tangibile rilevante, cui la banca rinuncerà, e una esposizione a un sistema bancario in crescita e con una buona qualità degli asset. Della banca polacca era stato ceduto a luglio un primo 10% per 750 milioni. Allo stesso modo è stata ceduta, in due fasi, il 30% di Fineco Bank, per complessivi 880 milioni. Sul mercato potrebbe finire anche Pioneer: ci sono trattative aperte con Amundi (avrebbe offerto 4 miliardi) e con Poste-Cdp-Anima , anche se Mustier potrebbe anche scegliere alla fine di quotare la società di asset management. Ieri intanto Unicredit ha collocato con successo un nuovo bond decennale senior a tasso fisso per 1 miliardo di euro presso 120 investitori con ordini totali per circa 1,8 miliardi.

Fabrizio Massaro

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