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UniCredit, arriva Orcel ma Mustier esce in anticipo

UniCredit si affiderà ad Andrea Orcel per il ruolo di nuovo Ceo a partire dal prossimo 15 aprile, ma nel frattempo deve già ragionare su come gestire l’interregno lasciato dall’uscita anticipata di Jean Pierre Mustier, che probabilmente abbandonerà la banca già all’indomani dell’approvazione dei conti, fissata per il 10 febbraio.

In un quadro non completamente privo di incognite e in una delle fasi più burrascose della sua storia, la più grande banca italiana per presenza internazionale cerca di fissare dei punti fermi. Il primo dei quali è stato trovato ieri: il board all’unanimità ha «identificato» in Andrea Orcel l’uomo che guidare l’istituto nei prossimi anni. Il nome del quotato banchiere romano, 57 anni, sarà infatti inserito nella lista dei candidati per il rinnovo del Cda in sostituzione di Mustier in vista dell’assemblea degli azionisti fissata per il 15 aprile (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). A valle dell’ok dei soci, di fatto scontato, il Cda confermerà la sua nomina a Ceo del gruppo.

Nessuna cooptazione immediata in Cda dunque per il manager trapiantato a Londra, che nel contempo deve sciogliere alcuni nodi, tra cui quello relativo alla causa ancora pendente intentata contro il Santander, in cui era stato chiamato ad assumere il ruolo di Ceo a fine 2018 prima di un improvviso cambio di rotta della proprietà Botin. Di per sè, spiegano fonti vicine alla banca, la causa nei confronti del Santander rimane comunque un controversia privata e non rischia di generare possibili conflitti di interesse. Di certo l’arrivo ad aprile serve anche a segnare una linea netta di demarcazione con la gestione a firma Mustier.

Sciolto il nodo del Ceo, tuttavia, ora alla banca di piazza di Gae Aulenti toccherà superare una nuova grana. A quanto risulta da alcune indiscrezioni, Mustier avrebbe infatti intenzione di lasciare la carica di Ceo a valle della presentazione del bilancio 2020, il cui Cda è fissato per il 10 febbraio. Non è chiaro se la mossa sia legata a un suo successivo incarico presso un altro istituto (a lungo Mustier è stato associato a SocGen) o al suo desiderio di smarcarsi e chiudere l’esperienza italiana non appena chiuso il bilancio. Resta il fatto che Mustier, nei piani concordati e annunciati al mercato, avrebbe dovuto lasciare la banca in occasione dell’assemblea di aprile. L’uscita anticipata crea dunque un problema non banale alla banca. Che deve trovare il modo di trovare un traghettatore per la fase di interregno tra i due Ceo, una fase che si prospetta lunga oltre due mesi. A chi affidarsi? Le riflessioni sono in corso in queste ore ma in seno al board si pensa a una figura interna, che conosca la macchina operativa e sappia condurla con un incarico ad interim. Si guarda in particolare a Carlo Vivaldi, co-chief operating officer, e a Niccolò Ubertalli, co-ceo Commercial Banking Eastern Europe. In prospettiva non è da escludere che tale incarico sia prodromico poi a quello di direttore generale, una volta che Orcel sarà in carica.

Nel frattempo il top manager da subito ha iniziato a prendere le misure con una serie di colloqui conoscitivi interni. Realistico che voglia entrare in contatto con tutta la prima linea manageriale per capire il da farsi ed effettuare eventualmente qualche ritocco. Nelle prime conversazioni, l’ex Ubs e Merrill Lynch avrebbe rimarcato la sua intenzione di lavorare in team, in maniera inclusiva e di rivitalizzare l’intero corpo aziendale, a partire dalla rete commerciale. Si vedrà col tempo quale sarà poi il suo approccio sul tema M&A, e in particolare sul fronte Mps.

Parole di stima nei confronti di Orcel sono arrivate da parte dei vertici della banca come dagli azionisti. Padoan in particolare ha messo in evidenza le doti di leadership e il «respiro internazionale» del manager, «molto rispettato e impegnato a raggiungere risultati insieme alla sua squadra», con «una vasta esperienza e una straordinaria capacità di visione strategica. Per il presidente uscente Bisoni, Orcel vanta un «ragguardevole track record nel coniugare talento e tecnologia nel processo di trasformazione di organizzazioni finanziarie».

Un augurio di buon lavoro è arrivato dalla Fondazione Cariverona, forte sponsor del banchiere, che ha registrato per voce del presidente Mazzucco «l’impegno apprezzabile degli organi di governo di UniCredit in un passaggio molto importante per il futuro del gruppo, anche a tutela degli azionisti». In linea anche Crt, secondo cui la scelta di Orcel, spiega il segretario generale Massimo Lapucci, è «un risultato fortemente in linea con quanto auspicato fin dall’inizio di questo percorso: un profilo di elevato valore per competenza, esperienza e capacità di visione a livello internazionale».

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