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UniCredit al rimpasto del vertice, fuori il dg Papa

Con una mossa a sorpresa, Jean Pierre Mustier ridisegna integralmente la plancia di comando di UniCredit. E stringe la presa sulla banca in vista del nuovo ciclo dell’istituto di piazza Gae Aulenti, che si aprirà a fine anno con il varo del nuovo piano industriale al 2023.
Insomma, mentre si avvia a conclusione il Transformation plan 2017-2019, il manager francese firma un riassetto organizzativo che è destinato a cambiare il volto dell’istituto. Il Cda di ieri, che ha approvato i conti 2018, ha dato il disco verde a una razionalizzazione della struttura manageriale, con un numero inferiore di riporti diretti al Ceo, che da parte sua potrà focalizzarsi sulla nuova strategia ed avere in mano le leve del processo di trasformazione. Tra il ceo e le diverse aree non è più previsto il “filtro” del direttore generale: Gianni Franco Papa, dopo 39 anni trascorsi con il gruppo, uscirà a giugno. A Papa, che manterrà il ruolo di presidente del CdS di UniCredit Bank Austria e che farà da consulente fino alla sua uscita, è stato riconosciuto un pacchetto totale da 3,658 milioni di euro, equivalente a circa 21 mesi di retribuzione complessiva.
Per capire meglio nel dettaglio il futuro della banca servirà attendere il 3 dicembre, quando sarà alzato il velo sulle nuove linee guida in una presentazione al mercato che si terrà a Londra. Nel frattempo qualche segnale chiaro arriva tuttavia dalla ridefinizione delle varie divisioni. A partire da inizio aprile UniCredit sarà di fatto divisa in due maxi-aree commerciali: quella dell’Europa occidentale (in cui rientrano Italia, Germania, Austria, Fineco e il wealth management) e quella Central e Eastern Europe, divisione creata ex-novo che raccoglierà tutte le controllate est-europee. A guidare le due aree sono stati chiamati i manager di fiducia dello stesso Mustier: Francesco Giordano e Olivier Khayat per il Western Europe e Gianfranco Bisagni e Niccolò Ubertalli per il fronte dell’Est Europa. Tutti riporteranno direttamente allo stesso Mustier.
A cavallo delle due aree commerciali, e in stretto contatto con le due divisioni, lavorerà invece il Corporate and Investment banking, la cui guida è stata affidata a Richard Burton, e che vedrà Alfredo De Falco, Jan Kupfer e Guy Laffineur nel ruolo di vice. Dopo la riuscita esperienza del duo Khayat-Bisagni, il Cib di UniCredit passa così al capo del Financing & Advisory, manager stimato da Mustier e a cui spetterà sviluppare ulteriormente il business.
Accanto alle aree commerciali e al Cib, sono previste altre due divisioni, quella delle Operations e del Finanza&Controllo. Sul primo fronte Ranieri de Marchis è confermato co-Chief operating officer, e sarà affiancato da Carlo Vivaldi in qualità di co- Coo. Entrambi riporteranno al Ceo: Mustier mantiene tuttavia il controllo diretto della sotto-divisione Human capital, area che avrà il presidio sulle Risorse umane, e di conseguenza su tutti i temi legati alla Governance e alle remunerazioni. Finja Kuetz, di recente entrata nel gruppo, diventerà Deputy Coo con responsabilità per la trasformazione, per il quale riporterà direttamente al Ceo . Il perimetro della funzione Operations include, tra gli altri, le Global operations, UniCredit services, il Real estate e il Data office.
L’altra funzione di peso è quella costituita dalla Finanza, Pianificazione, Contabilità e Investor Relations, e include anche la Comunicazione, gli Affari istituzionali, l’ M&a e l’area del Chief Lending Officer. La guida di questa area sarà presa ad interim dallo stesso Mustier. Il Ceo francese continuerà comunque a coordinare direttamente le attività dell’area di Risk management, Legal e Compliance.

Luca Davi

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