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Unicredit al centro del risiko la Borsa si scalda per Bper Mps e Bpm ancora in pista

Unicredit resta sotto i riflettori. La partita principale è la ricerca del nuovo amministratore delegato ma nel frattempo impazza il toto-risiko. Le due vicende si intrecciano e secondo indiscrezioni di stampa tra le possibili ipotesi di matrimonio per la banca guidata da Jean Pierre Mustier, ormai in uscita, ci sarebbe anche Bper.
Un’ipotesi suggestiva per molti aspetti e che ieri è sembrata convincere i mercati – Unicredit è salita dell’1,38% mentre Bper ha guadagnato il 2,48% – anche se lascia perplessi alcuni analisti e, soprattutto, in questa fase potrebbe essere prematura. Se infatti è proprio la contrarietà all’idea di un matrimonio in Italia ad aver allontanato le simpatie di una parte del consiglio nei confronti di Mustier, è anche vero che a questo punto l’obiettivo prioritario è scegliere il nome del successore. Poi starà a lui – in accordo con Pier Carlo Padoan, presidente designato – ad affrontare il secondo passaggio, una fusione che accorci le distanze con il numero uno, Intesa, più forte dopo l’unione con Ubi.
Oggi ci sarà una riunione del consiglio di amministrazione di Unicredit. Un cda ordinario, convocato da tempo, che però a questo punto non potrà prescindere da un’aggiornamento sul processo di selezione del futuro consiglio – e dell’ad – con un’informativa del Comitato governance. La procedura è già partita, con l’incarico ufficiale a Spencer Stuart, ma anche dal punto di vista formale (con una long list poi da restringere ad una rosa di candidati) il meccanismo di selezione non sarà immediato. Ci potrebbero volere un paio di mesi. Anche perché in questa fase la lista del toto-candidati è talmente cospicua – compresi nomi interni, che sembrano stiano prendendo quota – che probabilmente non c’è ancora nessuna candidatura su cui si sta davvero coagulando un consenso ampio.
La stessa ipotesi Bper, che fa perno sul fatto che sta per scadere l’accordo di bancassicurazione Unicredit- Aviva (il che darebbe una marcia in più a Unipol, primo azionista di Bper) ha come lato debole della costruzione il fatto che la banca target deve ancora cominciare a metabolizzare il salto dimensionale legato all’acquisizione degli sportelli ex Ubi. Lo stesso Alessandro Vandelli, ad della banca, di recente sembrerebbe aver mostrato una certa prudenza prima di imbarcarsi in nuove operazioni, nonostante Carlo Cimbri, numero uno di Unipol, abbia descritto come «affascinante» l’idea di un’unione con Banco Bpm. Semmai, è proprio in quella direzione che è più intuitivo guardare. Anche perché per Unicredit la vera partita sembra essere Mps: sempre che il nuovo ad condivida la mission e l’urgenza per il Mef di trovare una soluzione.
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