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UniCredit accelera sul taglio dei costi

UniCredit accelera sulla riduzione dei costi, con un piano dettagliato che verrà presentato entro fine anno e nel quale «la holding dovrà dare l’esempio», ma il suo amministratore delegato, Federico Ghizzoni, ha smentito che nel mirino ci siano in modo particolare le attività in Germania, come paventato dalla stampa tedesca. In un incontro con la comunità finanziaria a Francoforte, Ghizzoni ha anche sostenuto che UniCredit potrebbe essere interessata a un’acquisizione in Polonia, ma si è dichiarato scettico sulle possibilità di grandi operazioni di consolidamento del settore bancario sul mercato europeo, anche se qualcosa potrà accadere nei singoli Paesi, fra cui l’Italia. Il numero uno della banca milanese ha affermato tuttavia che Uniredit non punta ad acquisizioni, né in Italia, né in Germania, dove il suo nome era stato fatto a proposito della prossima dismissione di Postbank, la rete di sportelli presso gli uffici postali, da parte di Deutsche Bank, e per la quale il banchiere piacentino ha smentito seccamente ogni interesse, sostenendo che Unicredit vuole crescere in modo organico. Al quotidiano economico Handelsblatt, organizzatore dell’incontro di Francoforte, che ha titolato ieri “Milano contro Monaco”, a proposito del piano di taglio dei costi che investirebbe soprattutto la controllata bavarese Hvb, Ghizzoni, tifoso di fede nerazzurra, ha replicato che «non è questo lo spirito. Tutt’al più vedrei bene un Inter-Bayern». La Germania rappresenta il 25% del volume d’affari del gruppo, ha ricordato, e la posizione di Hvb è forte. Sul fronte dei costi, Unicredit farà quello che tutte le banche devono fare in un contesto in cui la regolamentazione e la concorrenza sono cambiate e i tassi d’interesse sono destinati a restare bassi a lungo, ma l’aggiustamento dovrà avvenire in tutte le parti del gruppo, a partire dalla holding che dovrà dare l’esempio. Hvb ha raggiunto in anticipo gli obiettivi di riduzione del personale fissati due anni fa, ma ora il contesto è cambiato, ha affermato Ghizzoni, il quale ha sottolineato peraltro che, con l’unione bancaria, l’organo di vigilanza, cioè la Banca centrale europea, considera il gruppo nel suo insieme e sollecita a centralizzare alcune funzioni, come per esempio i modelli di rischio. L’unione bancaria, secondo Ghizzoni, porta benefici in termini di allocazione del capitale e di gestione della liquidità. Hvb, ha detto, è una banca efficiente e il suo rapporto cost/income si avvicina alla media del gruppo, una volta inclusa l’attività di banca d’investimento, che fa capo a Monaco di Baviera. La banca tedesca (nella quale Ghizzoni è presidente del consiglio di sorveglianza) gode di massima autonomia, ha detto il banchiere, e non è mai successo che abbia dovuto rinviare un’operazione a causa di ritardi da Milano. L’amministratore delegato di UniCredit ha comunque evitato di entrare nei dettagli del piano industriale del gruppo, che dovrà andare in consiglio e che verrà presentato entro la fine dell’anno. Dopo la pausa estiva, riprendono anche i colloqui per la cessione della controllata in Ucraina, la Ukrsotsbank, per la quale è stata avviata una trattativa in esclusiva con la russa Alfa Bank, trattativa che Ghizzoni conta di chiudere entro due-tre mesi «in un senso o nell’altro».
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