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UniCredit, a segno il covered bond da un miliardo

Un inizio di anno all’insegna delle banche in particolare quelle dei paesi periferici che hanno beneficiato dell’accordo tra i Governatori per un’applicazione più soft delle nuove regole di Basilea 3. La seduta è stata favorita anche dalla corsa alle emissioni sul mercato primario di bond finanziari da parte degli istituti italiani ed esteri. Ad aprire le danze sono stati UniCredit spa che ha collocato un covered da un miliardo e Intesa Sanpaolo un bond senior in dollari.
L’obbligazione di Piazza Cordusio da un miliardo di euro, scadenza 7 anni, al prezzo di 99,796 e con un rendimento del 2,78%, ha ricevuto ordini per 6,5 miliardi di euro, un ammontare molto elevato come non veniva riscontrato da almeno un anno da un istituto italiano. Questo ha consentito di abbassare la guidance iniziale da 160-165 punti base sul tasso midswap scesa fino a 150 centesimi in chiusura. La forte domanda si è fatta sentire anche sul secondario che ha ristretto ulteriormente di altri 10 centesimi. Il new premium issue si è fermato 0,50 punti base ma soprattutto il nuovo covered di UniCredit è stato prezzato 94,6 punti base sotto il BTp 4.5% Feb-20. Numerosi gli investitori oltre 300 con una diversificazione geografica e per tipologia: l’emissione – curata da UniCredit, Banca Imi, Lloyds, Natixis e Rbs – è stata sottoscritta da diverse categorie di investitori istituzionali quali fondi (54%), banche (30%) e assicurazioni (12%). La domanda è pervenuta da Germania e Austria (37%) e Italia (18%), ma anche da Francia (15%), UK/Irlanda (11%) e Benelux (6%), Asia (4%), Svizzera (3%) investitori nordici (3 per cento). L’ultimo covered bond di UniCredit risale allo scorso 14 agosto quando venne collocato un titolo con uno spread di 290 punti base sopra il tasso midswap, bond che ieri quotava 124 centesimi. In calo anche gli spread dei covered spagnoli: il Santander 4,625% 6/2016 ieri quotava 213, dieci centesimi in meno delle quotazioni di venerdì, mentre il Bbva 4,25% 3/2015 a 171 punti base da 176 di venerdì. Una tendenza che secondo gli analisti è destinata a proseguire anche alla luce delle nuove regole meno rigide sulla liquidità di Basilea 3.
Nel fiume di emissioni di bond bancari di ieri (Commerzbank, Deutsche Bank, Abbey National, Nordea, MetLife), si è aggiunto il bond di Intesa Sanpaolo in dollari lanciato ieri pomeriggio che secondo le ultime indicazioni il rendimento per la tranche a 3 anni è pari a 275-280 punti base sopra il rendimento del Treasuries corrispondente, mentre per la tranche a 5 anni 310-315 pb. La size per il momento è ancora definita come benchmark. Le banche a guida dell’operazione sono Banca Imi, Goldman Sachs, Jp Morgan e Morgan Stanley.

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