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Unico, una proroga in extremis

Anche quest’anno la proroga è arrivata, anche se in extremis. Solo il 16 giugno scorso, con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, si è avuta la certezza che i termini scadenti proprio quel giorno fossero rimandati. In verità negli studi è ormai consuetudine (considerato il caos normativo che obbliga a tale scelta) considerare come data di scadenza non quella del 16 giugno, ma quella successiva di 30 giorni che comporta una maggiorazione dello 0,40%, Quindi la proroga potrebbe non cambiare in molti casi le scelte che erano già state fatte, ma ridisegnare eventualmente i programmi con riguardo alle scadenze del primo versamento e delle rateizzazioni. Ecco allora una serie di particolarità di cui occorrerà tener conto.

I bilanci nei 180 giorni. Tutto rimane fermo per i soggetti Ires che hanno approvato i bilanci nel maggior termine di 180 giorni concesso dal codice civile. Il versamento delle imposte per i soggetti Ires è fissato entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. In questo caso la proroga ha effetto. Ma le norme prevedono anche che i soggetti i quali approvano il bilancio o il rendiconto oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio versano il saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’Ires (e altre imposte) entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio o rendiconto. Pertanto nel caso di approvazione del bilancio intervenuta nel mese di giugno la scadenza ordinaria è fissata al 16 luglio successivo. La proroga è concessa con riguardo ai versamenti in scadenza il 16 giugno e pertanto non incide nella situazione richiamata. Per tali soggetti rimane ferma però la possibilità di effettuare il versamento dovuto entro il trentesimo giorno successivo del termine maggiorando le somme da versare (saldo e prima rata di acconto) dello 0,40% (nel caso di versamento dovuto entro il 16 luglio e considerando la proroga concessa per il ferragosto tale versamento sarà in realtà da effettuare entro il 20 agosto).

Esclusioni o inapplicabilità degli studi. La proroga anche quest’anno riguarda i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. In tale locuzione devono essere compresi anche i soggetti interessati da una causa di esclusione o di inapplicabilità dello studio di settore, diversa da quella espressamente prevista della dichiarazione di ricavi o compensi superiori al limite stabilito dagli studi.

La proroga del termine di versamento delle imposte è disposta non solo per i soggetti che esercitano un’attività per la quale è stato predisposto lo studio di settore, ma anche per coloro i quali devono dichiarare un reddito imputato per «trasparenza» da un soggetto che eserciti un’attività per la quale sia stato approvato lo studio di settore per il predetto periodo d’imposta. Il punto è stato chiarito, con riferimento a un precedente (e identico) provvedimento di proroga, dalla circolare 41/E del 2007, punto 4 in cui si è affermato: «Considerato che la proroga riguarda soggetti che esercitano attività per la quale è stato approvato il relativo studio di settore, tra i soggetti che fruiscono della proroga rientrano anche quelli interessati da una causa di esclusione o di inapplicabilità dello studio di settore». La proroga non riguarda i contribuenti per i quali trovano applicazione i parametri.

I contributi Inps. Una situazione particolare riguarda i soggetti tenuti alla compilazione del quadro RR del modello unico dedicato ai contributi previdenziali. Il comportamento da adottare è stato esplicitato dalla risoluzione 173/E del 16 luglio 2007 in risposta a una richiesta di chiarimento circa la possibilità di usufruire del differimento dei termini con riferimento ai contributi previdenziali dovuti dai soci di srl, artigiane o commerciali, iscritti negli elenchi Ivs. Pochi dubbi sussistono circa il fatto che la proroga riguardi anche tali contributi essendo «versamenti risultanti dalla dichiarazione unificata annuale». La risoluzione ha precisato che il differimento si applica anche per i contributi previdenziali dovuti dai soci delle società a responsabilità limitata (non «trasparenti»), artigiane o commerciali, che siano interessate dalla proroga. Ciò in quanto i soci, iscritti nelle gestioni previdenziali Ivs, determinano l’ammontare dei contributi dovuti su un reddito «figurativo» proporzionale alla loro quota di partecipazione nella società, e quindi possono procedere al versamento dei contributi solo successivamente alla scelta operata dalla società stessa in ordine all’adeguamento alle risultanze degli studi di settore. Ma occorre però prestare attenzione al fatto che in tale ipotesi la proroga per il soggetto persona fisica si limita ai versamenti previdenziali. Il socio di srl non trasparente può infatti godere del maggior termine per quanto riguarda i contributi, ma non invece per le imposte dovute. Ciò trova conferma nella risoluzione 59/2013 la quale afferma «naturalmente, il differimento interesserà esclusivamente il versamento dei contributi previdenziali, in quanto le imposte da essi dovute rimangono fissate alle scadenze ordinarie».

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