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In Unico tutti i disallineamenti

Da indicare anche i beni d’impresa con valore civilistico inferiore a quello fiscale
Le poste patrimoniali attive o passive iscritte nel bilancio d’esercizio possono presentare un valore fiscale diverso da quello contabile. Questa differenza viene chiamata “disallineamento” e da sempre viene esposta nel quadro RV del modello Unico.
Le istruzioni alla compilazione di tale quadro nelle scorse edizioni affermavano che la sezione I del quadro RV «…va compilata in tutte le ipotesi in cui i beni relativi all’impresa risultano iscritti in bilancio a valori superiori a quelli riconosciuti ai fini delle imposte sui redditi». Quindi letteralmente veniva richiesta l’informazione relativa a un solo disallineamento: quello in cui i valori civili fossero superiori rispetto a quelli fiscali; ipotesi frequente, ad esempio, nelle rivalutazioni volontarie o in quelle monetarie che non hanno effetto fiscale immediato.
Nel modello Unico 2016, invece, si registra una significativa novità al riguardo, nel senso che le istruzioni al modello di quest’anno richiedono informazioni su entrambi i disallineamenti: «La sezione va compilata in tutte le ipotesi in cui i beni relativi all’impresa risultano iscritti in bilancio a valori diversi da quelli riconosciuti ai fini delle imposte sui redditi».
Il nuovo passaggio interpretativo è condivisibile e francamente anche nel passato destava più di un dubbio – sul piano sistematico – il fatto che una sola tipologia di disallineamenti fosse sottoposta al monitoraggio dichiarativo.
Naturalmente la modifica pone un immediato dubbio sulle conseguenze derivanti dal fatto che fino allo scorso anno molti contribuenti hanno compilato il quadro limitandosi a segnalare i casi in cui il dato contabile fosse superiore a quello fiscale e non il contrario. A parere di chi scrive, fermo restando che non può essere assoggettato a sanzione alcuna colui che si è limitato a segnalare il valore civile superiore a quello fiscale, si potrebbe distinguere l’ipotesi in cui il monitoraggio del disallineamento derivi da una esplicita norma, rispetto all’ipotesi in cui tale richiesta derivi solo dalle istruzioni al modello Unico. Solo nel primo caso l’agenzia delle Entrate potrebbe richiedere una integrazione alla compilazione del modello, mentre nel secondo caso tale richiesta non sembrerebbe possibile.
Facciamo un esempio di compilazione per obbligo di legge. Si pensi a un conferimento d’azienda, nel quale l’articolo 176, comma 1, ultimo periodo, del Tuir richiede un prospetto della dichiarazione dei redditi di riconciliazione tra i valori civili e quelli fiscali iscritti nella conferitaria. In questa situazione si potrebbe avere la svalutazione di un cespite eseguita nella stima peritale, senza riconoscimento fiscale: il bene mantiene il valore fiscale esistente all’atto del conferimento mentre viene ridotto il valore civile. Questo disallineamento doveva risultare nel prospetto del modello Unico, mentre le istruzioni al quadro RV, fino allo scorso anno non ne chiedevano alcuna esposizione. In tal caso si ritiene l’agenzia delle Entrate potrebbe richiedere la ricostruzione del disallineamento, quindi una sorta di compilazione retroattiva.
Diversamente si pensi a un immobile riscattato da leasing e iscritto in bilancio al valore di riscatto. L’immobile presenta un valore fiscale più elevato poiché si deve considerare la componente canone relativa al terreno che non è stata dedotta e che rappresenta costo fiscalmente riconosciuto al momento della cessione. Tale disallineamento non è richiesto dalla legge e letteralmente non era da segnalare nel quadro RV, poiché il valore fiscale dell’immobile risultava superiore a quello civile. Dal modello Unico 2016 anche questo disallineamento va monitorato ma non può essere richiesta una compilazione retroattiva. Semmai sarà cura del contribuente documentare le quote di canone non dedotte per legittimare un maggior costo fiscalmente riconosciuto al momento della cessione dell’immobile.
Va ricordato che i casi di disallineamento da inserire nel quadro RV sono sì limitati alle casistiche indicate nel quadro stesso:
conferimenti;
fusioni;
scissioni;
rivalutazioni;
utile e perdite su cambi;
conferimenti agevolati ex lege 218/1990).
Tuttavia, c’è poi una causa generica («Altre operazioni», codice 5) che, di fatto, amplia il monitoraggio del disallineamento a tutte le fattispecie possibili.

Paolo Meneghetti

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