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Unico, test di congruità sui versamenti

Test sulla congruità dei versamenti di giugno nella compilazione del modello Unico. Nella predisposizione della dichiarazione da presentare a fine mese, le società devono verificare la correttezza del calcolo delle imposte alla luce dei più recenti chiarimenti ministeriali, correggendo eventuali errori tramite il ravvedimento. Una particolare attenzione va posta alla deducibilità delle perdite su crediti dopo la circolare 26 del 1° agosto scorso. Per le imprese terremotate, è ora definitiva la detassazione integrale di contributi e risarcimenti.
Unico al via
Con il mese di settembre, prende il via l’attività volta alla redazione del modello Unico. Oltre alla mera compilazione dei quadri, è sempre opportuno rivedere i conteggi effettuati al momento del versamento del saldo. La complessità delle norme sostanziali e l’evoluzione continua, oltre che delle disposizioni, delle interpretazioni di amministrazione e giurisprudenza, rendono sempre più frequente l’esistenza di differenze tra il reddito dichiarato e quello che si era quantificato a giugno o a luglio. Per quest’anno, i punti più rilevanti sono costituiti dalle nuove disposizioni in materia di perdite su crediti, leasing, perdite sistematiche e beni in uso ai soci.
La norma sulle perdite su crediti (Dl 83/2012) era nota già alla data di versamento dell’Ires, ma la circolare dell’Agenzia è giunta solo il 1° agosto scorso e contiene anche importanti istruzioni sulla disciplina generale, di cui le imprese devono tenere conto nel predisporre Unico, per controllare la correttezza delle scelte adottate.
Maxi sconto per i crediti
Va innanzitutto verificata la possibilità di dedurre, senza necessità di particolari documentazioni, l’intero importo dei crediti inferiori a 2.500 euro (5mila per i contribuenti con ricavi oltre i 100 milioni) che, al 31 dicembre 2012, erano scaduti da oltre sei mesi. Le aperture della circolare sono principalmente due: la rilevanza, per il confronto con la soglia, dell’importo del singolo credito e la possibilità di recuperare in Unico 2013 anche i crediti di anni precedenti ancora non dedotti.
Occorre, dunque, non limitarsi a verificare il saldo del conto “cliente x” esistente al 31 dicembre, ma estrapolare tutte le fatture che, singolarmente, erano sotto soglia, il cui termine di incasso è scaduto entro il 30 giugno 2012 (e dunque anche nel 2011 o in esercizi ancora anteriori). Questa regola non vale in presenza di più fatture emesse in forza di un unico rapporto contrattuale (somministrazione e, si ritiene, appalto o contratti similari); in questo caso, occorre calcolare il saldo cumulativo di tutte le fatture scadute oltre i sei mesi. La deduzione richiede il transito a conto economico, che si ha per realizzato anche in presenza di svalutazioni.
Ad esempio se esistevano, al 31 dicembre 2012, tre crediti scaduti da oltre sei mesi, di 1.500, 2.200 e 1.800 euro, per un totale di 5.500 euro, ed era iscritto (anche se con accantonamenti di anni pregressi) un fondo svalutazione crediti tassato per euro 4.500 euro, la società può dedurre questo importo nel modello Unico 2013 (con variazione in diminuzione).
Cessioni deducibili
Anche con riguardo alle regole già in vigore negli anni passati, vale la pena di leggere bene la circolare per cogliere eventuali opportunità in termini di deducibilità. È importante l’affermazione, che contrasta quanto talvolta sostenuto in sede di verifica, che le cessioni di credito (definitive, e dunque con clausola pro soluto) generano sempre perdite deducibili quando l’acquirente è una banca o una società finanziaria autorizzata, che non sia legata da rapporti di gruppo.
Se la società ha stipulato leasing post 29 aprile 2012, la cui durata sia inferiore a quella minima fiscale, il modello Unico (ma non invece la dichiarazione Irap) deve necessariamente accogliere una variazione in aumento. Come chiarito dalla circolare 17/E del 29 maggio 2013, occorre infatti determinare un piano fiscale (rapportato al periodo minimo di due terzi dell’ammortamento) che prevede deduzioni inferiori durante il contratto e ulteriori quote dopo la cessazione dello stesso.

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