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Unico, tempi extra non per tutti

Proroga dei versamenti derivanti dai modelli Unico, ma non per tutti. La proroga interessa solo i contribuenti che esercitano attività economiche soggette a studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi per un ammontare non superiore a 5.164.569 euro.

Con uno specifico decreto del 13 giugno scorso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 giugno 2014 n. 137, il presidente del consiglio dei ministri ha disposto la proroga del termine di versamento delle imposte derivanti da Unico e Irap 2014, in scadenza il 16 giugno o il 16 luglio 2014, con riferimento, appunto, ai contribuenti assoggettabili agli studi di settore.

Di conseguenza, la proroga interessa i contribuenti obbligati al versamento delle imposte derivanti da tali modelli dichiarativi, che dichiarano ricavi o compensi per un ammontare non superiore al limite stabilito con uno specifico provvedimento ministeriale per ciascuno studio di settore, attualmente pari a euro 5.164.569.

La detta proroga interessa, inevitabilmente, anche soggetti che partecipano a società, associazioni o altri enti che rispondono ai requisiti per beneficiare della proroga, con la conseguenza che possono beneficiare della postergazione nei pagamenti i soci di società di persone, i collaboratori delle imprese familiari, di cui all’art. 230-bis c.c., i coniugi che gestiscono l’impresa nella forma di impresa coniugale, i soci delle associazioni professionali e artistiche, nonché i soci delle società di capitali che hanno esercitato l’opzione per la tassazione dei redditi per trasparenza.

È opportuno evidenziare, inoltre, che possono beneficiare della proroga anche i contribuenti per i quali operano le cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore, come espressamente disposto per questo periodo d’imposta dal provvedimento in commento, a maggior sostegno di quanto indicato in precedenza dall’Agenzia delle entrate (circ. 41/E/2007 § 4).

A tutti questi soggetti si aggiungono i cosiddetti «contribuenti minimi» se, naturalmente, svolgono attività soggette agli studi di settore, ancorché esclusi legislativamente dall’applicazione degli stessi.

Per i contribuenti che si posizionano nell’intervallo tra i citati 5.164.569 euro e i 7.500.000 euro, in assenza di una specifica indicazione, non si ritiene possibile la proroga perché detti soggetti, pur essendo obbligati alla compilazione del modello relativo ai dati rilevanti per gli studi di settore ai fini meramente statistici, non possono adeguarsi e non possono essere soggetti a tale tipo di accertamento.

Restano esclusi dalla proroga numerosi soggetti che sono chiamati al versamento delle imposte nei termini ordinari ovvero entro la data dello scorso 16 giugno, per evitare l’applicazione della maggiorazione dello 0,4% o entro la data del 16 luglio, aggravando quanto dovuto da tale maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo.

Tra questi soggetti si includono, per esempio, i titolari di reddito agrario (cosiddetti «produttori agricoli»), le persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, nemmeno come soci trasparenti, i contribuenti che dichiarano ricavi e compensi superiori a euro 5.164.569, i contribuenti che svolgono attività o esercitano attività di lavoro autonomo non soggette agli studi di settore e i contribuenti cui si rendono applicabili i cosiddetti «parametri», di cui ai commi da 181 a 187, dell’art. 3, legge 549/1995.

Si ricorda, inoltre, che la proroga è estesa al versamento dei contributi dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alla gestione separata, ai sensi del comma 4, dell’art. 18, dlgs 241/1997.

Il differimento al 7 luglio, senza maggiorazione, e al 20 agosto, con la maggiorazione dello 0,40, così come previsto per il debito da imposte dirette e imposta regionale, si rende applicabile anche ai contributi previdenziali dovuti da soci di società a responsabilità limitata interessate alla proroga, pur in assenza dell’opzione per il regime di trasparenza, giacché il debito contributivo è determinato tenendo conto di un «reddito figurativo» che tiene conto della quota di partecipazione alla società; tale discorso non è replicabile, al contrario, per le imposte che rimangono soggette alle scadenze ordinarie (Agenzia delle entrate, risoluzione 59/E/2013).

Come indicato dalle disposizioni contenute nell’art. 8, dm 359/2001, anche il «diritto camerale» deve essere versato entro la scadenza disposta per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi, beneficiando, pertanto, dello slittamento nei casi indicati.

Si devono segnalare, inoltre, due ulteriori esclusioni dal beneficio della proroga; si tratta delle persone fisiche che hanno presentato il modello 730/2014 o il modello Unico 2014 PF «Mini», giacché per il primo modello è il sostituto che esegue i conguagli, mentre il secondo modello non può essere utilizzato da lavoratori autonomi o imprese, da soci o associati in regime di trasparenza e da soggetti obbligati al versamento dei contributi previdenziali artigiani, commercianti o per gestione separata.

Come indicato in precedenza, si parla di uno slittamento, con maggiorazione dello 0,40%, al 20 agosto prossimo, se il termine per il pagamento scade nel periodo che va dal 1° al 20 agosto; di conseguenza, il debito per imposte e contributi emergente dalle dichiarazioni dei contribuenti soggetti agli studi di settore, se maggiorato dello 0,40% può essere eseguito entro il 20 agosto, in quanto l’art. 3-quater, dl 16/2012, convertito nella legge 44/2012 ha disposto la messa a regime dello slittamento al 20 agosto, per tutti i versamenti e adempimenti di natura tributaria.

Infine, con riferimento alla possibile rateizzazione dei versamenti, si deve porre attenzione ai termini prescritti (con o senza proroga), tenendo conto che il versamento delle rate successive alla prima deve rispettare il termine ordinario prescritto dalle disposizioni, di cui al comma 4, art. 20, dlgs 241/1997, fissato al 16 di ogni mese per i soggetti titolari di partita Iva e alla fine di ogni mese, per gli altri contribuenti.

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