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Unico, rimborsi sprint per 400 mila creditori

Rimborsi più rapidi per i contribuenti che, avendo perso il lavoro, quest’anno si trovano a dover presentare il modello Unico e vantano dei crediti nei confronti del Fisco. Come? Comunicando, tramite i Centri di assistenza fiscale e i professionisti abilitati, all’Agenzia delle entrate sia le coordinate bancarie sia l’importo da rimborsare ai contribuenti che abbiano una liquidazione risultante a credito. Questa la soluzione che l’Agenzia delle entrate ha prospettato per risolvere il problema relativo agli oltre 400 mila italiani rimasti senza lavoro e costretti alla presentazione del modello Unico e non del 730 e ha esposto ieri, tramite il sottosegretario all’economia e alle finanze, Pier Paolo Baretta, in sede di risposta all’interrogazione parlamentare inoltrata alla commissione finanze della camera da Marco Causi, Fabio Lavagno, Michele Ragosta e Giovanni Paglia.

Sembra quindi scongiurato il danno per i contribuenti che, oltre a essere rimasti senza lavoro, si trovano costretti alla presentazione del modello Unico per effettuare la dichiarazione dei redditi. La presentazione di Unico, infatti, comporta che i rimborsi ai contribuenti per le spese sostenute arrivino non in tempi brevi, ma spalmati nell’arco di due anni (si veda ItaliaOggi del 19 giugno). A questo proposito, in risposta all’interrogazione, il sottosegretario Baretta ha fatto presente che: «L’Agenzia delle entrate sta lavorando per fare in modo che, per quei soggetti che hanno cessato il rapporto di lavoro senza trovare un nuovo impiego e il cui esito della liquidazione risulti a credito, sia in corso di elaborazione un meccanismo attraverso il quale, sia i Caf sia i professionisti abilitati possano trasmettere direttamente all’amministrazione finanziaria l’importo da rimborsare e le coordinate bancarie su cui accreditare le somme». Il tutto per accelerare il più possibile la restituzione delle somme, fermo restando che sia i Caf che i professionisti sono comunque tenuti ad apporre sui modelli 730 il visto di asseverazione. «Il problema», ha precisato Baretta, «è dato però dal fatto che la campagna dichiarativa per i 730 è già scaduta ed è invece in corso la presentazione del modello Unico persone fisiche». «In quest’ottica quindi», ha concluso il sottosegretario, «nel caso in cui si concretizzasse la possibilità prospettata dall’amministrazione finanziaria, sarebbe necessario un intervento normativo al fine di differire il termine di presentazione dei modelli 730 per i soggetti con esito di liquidazione a credito».

Chiarita poi, a seguito dell’interrogazione inoltrata da Stefano Barbanti, la posizione di Equitalia circa il possesso di quote azionarie relative a società non attinenti al campo della riscossione. A questo proposito, l’amministrazione finanziaria ha fatto presente come «ad eccezione della partecipazione alla società GetsLine spa che collabora con Equitalia sud nell’attività di riscossione, tutte le altre quote azionarie relative a società non strettamente legate all’attività di Equitalia, sono già state liquidate o sono in via di dismissione».

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