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Per Unico proroga al 6 luglio

 

Arriva in extremis la proroga dei versamenti di Unico per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Il «giorno delle tasse» in programma domani, dunque, “perde” circa 3,5 milioni di contribuenti, che avranno tempo tre settimane in più (come anticipato sul Sole 24 Ore di ieri) e potranno versare gli acconti senza maggiorazione entro il 6 luglio prossimo. Il decreto, firmato dal premier ieri pomeriggio, aggiorna di conseguenza anche il calendario del ravvedimento sprint: la mini-maggiorazione del 4 per mille, a titolo di interessi, si applicherà infatti ai pagamenti che saranno effettuati dal 7 luglio al 22 agosto. Come lo scorso anno, la proroga dovrebbe imbarcare anche forfettari e minimi.
Arrivano al traguardo, quindi, le pressioni esercitate in queste settimane dai professionisti, sia sotto forma di richieste pubbliche come quelle avanzate dall’Associazione nazionale commercialisti sia con i confronti tecnici portati avanti con il ministero dell’Economia e l’amministrazione finanziaria dal consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. «Lo slittamento è una notizia positiva – chiosa il presidente del Cndcec Gerardo Longobardi – ed è il frutto dell’interlocuzione costante che il consiglio nazionale ha intavolato da tempo con il Mef e l’Agenzia delle entrate. Nella stessa prospettiva, va sottolineato che la razionalizzazione generale del calendario delle scadenze fiscali è un tema ormai indifferibile». Su una linea analoga il consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, che ieri mattina aveva indirizzato a via XX Settembre la richiesta di proroga: «Non possiamo che esprimere soddisfazione – commenta la presidente, Marina Calderone – ma ora serve un tavolo tecnico che razionalizzi il calendario fiscale perché non è possibile ogni anno dover inseguire le scadenze a causa di disguidi non imputabili né ai professionisti né ai contribuenti».
Proprio le 24 scadenze fiscali, ora ridotte a 23 grazie al decreto di Palazzo Chigi, sono alla base delle richieste dei professionisti, che nonostante qualche resistenza iniziale da parte del Governo hanno portato anche quest’anno a uno slittamento ormai abituale. Il tentativo di stabilizzare il calendario fiscale era stato portato avanti dall’amministrazione finanziaria anche attraverso l’anticipo dei tempi di rilascio di Gerico, la piattaforma software che guida gli studi di settore e che quest’anno è stato rilasciato il 12 aprile, cioè un mese e mezzo prima rispetto all’anno scorso. Non sono mancati, però, gli aggiornamenti e i ritocchi successivi, che hanno imposto di rivedere qualche calcolo, e soprattutto non si è alleggerita l’agenda dei professionisti, su cui ora incombono anche le oltre 160mila comunicazioni di anomalia relative agli studi di settore del 2015.
Il rinvio deciso ieri si aggiunge a quella, anticipata sul Sole 24 Ore del 2 giugno e pubblicata lunedì in «Gazzetta Ufficiale», che sposta dal 7 al 22 luglio i termini per la presentazione del 730 per i contribuenti che scelgono di inviare da soli il modello ordinario o precompilato e per intermediari e centri di assistenza fiscale che arriveranno alla scadenza ordinaria avendo già svolto gran parte del lavoro. Come l’anno scorso, infatti, il decreto concede i tempi supplementari solo a Caf e professionisti che, al 7 luglio, avranno già trasmesso alle Entrate almeno l’80% dei modelli che hanno in carico. Ovviamente questo criterio non si può applicare ai contribuenti che trasmettono il 730 in modo autonomo, per i quali il rinvio è quindi generalizzato. Niente ritocchi, infine, al calendario degli obblighi dei sostituti d’imposta, che hanno quindi tempo solo fino al 7 luglio per spedire i modelli dei contribuenti ai quali prestano l’assistenza fiscale.Gianni Trovati

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