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Unico certifica la crisi delle imprese

Quattro imprese su dieci hanno chiuso l’anno d’imposta 2012 in perdita (35%) o, se è andata bene, in pareggio (5%). Quelle che hanno registrato utili sono scese del 3,9 per cento. È la fotografia scattata dai dati sulle dichiarazioni Ires e Irap 2013 (anno d’imposta 2012) del dipartimento delle Finanze che certificano la crisi delle imprese.
Dai dati diramati ieri emerge anche il valore della deducibilità dell’Irap dalle imposte dirette e in particolare dall’Ires: un bonus da 8,3 miliardi di euro per 331mila soggetti. Mentre sul fronte degli aiuti alle imprese spicca il successo dell’Aiuto alla crescita economica (Ace) messo in campo dal decreto salva-Italia (Dl 201/2011) per la capitalizzazione delle imprese e utilizzato da 239mila società pari a oltre il 16,4% in più rispetto al 2011. Quasi sette beneficiari su dieci (164mila soggetti) avevano già utilizzato il bonus in Unico 2012 passando da una deduzione da 1,7 a 3,3 miliardi
A pesare sulle dichiarazioni delle imprese – come ha sottolineato il dipartimento delle Finanze – è stato il contesto macroeconomico caratterizzato da una contrazione del Pil (-0,7% in termini nominali e -2,3% in termini reali). Nell’anno d’imposta 2012 le dichiarazioni delle società di capitali sono state poco meno di 1,1 milioni. La forma giuridica più utilizzata è quella della Srl (87,2%).
Il 60% dei contribuenti ha dichiarato un reddito d’impresa che comunque risultato in aumento rispetto all’anno precedente (158 miliardi di euro in totale, +1,5%). E questo soprattutto grazie alla forte contrazione delle perdite registrata nel settore bancario e finanziario soprattutto legata alle operazioni di liquidità straordinaria messe in campo nel 2012 dalla Bce.
Nel 2012 le società di capitali hanno dichiarato complessivamente un imponibile di 126,7 miliardi di euro, con un lieve calo (-0,2%) rispetto all’anno precedente, influenzato anche dall’utilizzo delle perdite pregresse, che è risultato in netto aumento:?sono stati 130mila i contribuenti che hanno liquidato l’imposta sottostando al vincolo dell’80% per un importo complessivo di 8 miliardi, mentre sono state 32mila le società che hanno utilizzato le perdite senza vincoli perchè registrate nei primi tre periodi di imposta . L’imponibile dichiarato dalle società che liquidano l’imposta ordinariamente ha mostrato un calo (-7,6%), in particolare nei settori delle costruzioni (-22,3%), del commercio (-14,6%) e del manifatturiero (-12,2%), mentre si è registrato un incremento nel settore finanziario (+33,3%).
Arrivano anche i primi dati sulle società in perdita sistemica. Sono state 14.120 quelle a non sfuggire alla tagliola dei tre anni di «rosso» continuato (ora il Dlgs 175/2014 porta a cinque anni il periodo di osservazione) e che si sono viste applicare la maggiorazione Ires del 10,5% (per un corrispettivo di 12 milioni di euro). In poco più di 29mila sono invece riuscite a evitare le penalizzazioni grazie a una delle cause di disapplicazione e allo stesso tempo quasi 310mila società hanno evitato la non operatività proprio grazie alle cause di esclusione o di disapplicazione automatica. Sempre in tema di addizionali Ires va segnalato che la Robin tax (su cui pende un giudizio di costituzionalità) ha interessato 580 società per un valore di 1,4 miliardi di euro (-7,4% rispetto all’anno d’imposta 2011): il 74% arriva da imprese con sede nel Lazio e in Lombardia.

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