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Unico, aumento dei fallimenti

Dichiarazioni dei redditi per il periodo d’imposta 2014: crescono i redditi d’impresa dichiarati ai fini dell’Ires e cala il valore della produzione soggetto all’Irap. Aumenta il numero delle dichiarazioni presentate dalle società di capitali nonostante che nel 2014 sia aumentato il numero di quelle dichiarate fallite rispetto all’anno precedente. L’aumento della deduzione per l’aiuto alla crescita economica delle imprese ha fatto rilevare una vera e propria impennata dell’ammontare totale della deduzione utilizzata in dichiarazione dei redditi (+79,8% rispetto al 2013). L’ammontare degli interessi passivi indeducibili ai fini dell’imposta sul reddito delle società si è invece attestata sull’importo complessivo di oltre 47 miliardi di euro dei quali 13 miliardi relativi ad interessi passivi di competenza del periodo d’imposta in esame.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali dati che si rilevano dall’esame delle statistiche sulle dichiarazioni Ires e Irap relative al periodo d’imposta 2014 diffuse ieri dal Dipartimento delle finanze.

Imposta sul reddito delle società (Ires)

Tra i primi dati che saltano a evidenza ci sono il numero delle dichiarazioni presentate dalle società di capitali che è cresciuto dell’1,6% rispetto al 2013. All’interno di questa platea le società a responsabilità limitata costituiscono l’assoluta maggioranza con l’88% circa del totale.

Nel 2014 sono aumentate del 4,8% rispetto al 2013 le società in fallimento con una concentrazione nei settori manifatturiero, del commercio e delle costruzioni.

Per quanto riguarda invece i redditi dichiarati ai fini Ires il 61% delle società ha dichiarato un reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali, mentre il 33% ha dichiarato una perdita e il 6% ha chiuso l’esercizio in pareggio.

A influenzare l’importo dei redditi d’impresa dichiarati ci sono anche 7,7 miliardi di euro riferiti alle deduzioni Irap sul costo del personale dipendente ed assimilato e la deduzione del 20% dell’Imu pagata sugli immobili strumentali che si è attestata attorno agli 800 milioni di euro.

In generale comunque il reddito d’impresa dichiarato è risultato in aumento del 4,8% rispetto all’anno precedente mentre l’imposta sul reddito delle società dichiarata nel 2014 dalle società assoggettate a tassazione ordinaria è cresciuta del 4,4% rispetto al 2013, mentre quella dichiarata dai gruppi societari in regime di consolidato è salita del 3,1%

 

Imposta regionale attività produttive (Irap)

Completamente rovesciata la situazione che emerge dall’esame delle dichiarazioni Irap. Nel periodo d’imposta 2014 risultano infatti in calo sia i valori imponibili dichiarati rispetto all’esercizio precedente (-2%) sia l’imposta regionale (-1,6%).

In calo anche il numero delle dichiarazioni Irap presentate (-2%) per effetto sia dei regimi fiscali di vantaggio che delle sempre maggiori fasce di esenzione dal tributo regionale.

Il decremento del valore della produzione dichiarato, si legge nelle note diffuse dal Dipartimento delle Finanze, riguarda in particolare le persone fisiche (-5,1%) e le società di persone (-4,5%) ed è stato influenzato dall’innalzamento dei limiti di calcolo della deduzione forfetaria del costo del lavoro prevista dal dlgs n. 446/97.

 

Aiuto alla crescita economica – Ace

La crescita del rendimento figurativo che è passata dal 3 al 4% spiega l’incremento del diritto alla deduzione Ace evidenziato nelle dichiarazioni presentate nel 2015.

I dati diffusi dal Dipartimento delle finanze evidenziano infatti che sono risultate oltre 279 mila le società con diritto alla deduzione per incremento di capitale proprio (+7,6% rispetto al 2013), per un ammontare totale di 12,3 miliardi di euro (+79,8% rispetto al 2013).

 

Deducibilità degli interessi passivi

Molto interessanti anche i dati relativi alla genesi degli interessi passivi dichiarati nel 2014 e non deducibili ai fini dell’Ires.

I dati evidenziano che gli interessi passivi di periodo riportati in bilancio ammontano a 44,9 miliardi di euro (-7,2% rispetto al 2013), mentre quelli afferenti periodi precedenti, e riportabili in quanto non dedotti precedentemente, ammontano a 35,4 miliardi di euro (circa +15,3% rispetto al 2013).

Per effetto delle regole di parziale indeducibilità degli interessi passivi ai fini dell’Ires il Dipartimento delle finanze evidenzia che nel 2014 la quota di interessi indeducibili (comprensiva di quelli dei periodi precedenti) è pari a circa 47 miliardi di euro, di cui circa 13 miliardi riguardano gli interessi indeducibili di periodo, (pari al 29% degli interessi passivi del periodo), che viene riportata in dichiarazione come variazione in aumento del reddito fiscale.

Supponendo che sui 13 miliardi di variazione fiscale in aumento relativa agli interessi di periodo scatti l’Ires al 27,50% il gettito virtuale per l’Erario si attesta attorno a 3,5 miliardi di euro. Ciò significa che le regole di parziale deducibilità degli interessi passivi valgono quasi quanto una manovra correttiva di bilancio.

Andrea Bongi

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