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Unico aperto per il convivente more uxorio

Il marito ha il diritto di accesso alle dichiarazioni dei redditi del convivente more uxorio con la moglie separata al fine dimostrare in giudizio la non spettanza dell’assegno mensile disposto dal giudice. Questo è quanto ha sancito il Consiglio di stato, Sez. IV con la sentenza del 20 settembre 2012 n. 5047. Nel caso in esame con ricorso al Tar della Campania un professionista aveva impugnato la nota delle Entrate di Salerno di diniego dell’accesso a Unico presentate 2009-2010 dall’attuale convivente con la moglie. Il Tar aveva rigettato il ricorso in quanto il ricorrente non risultava legittimato ad accedere ai documenti fiscali, essendo ancora in discussione presso il giudice civile se la convivenza more uxorio del coniuge separato con altro soggetto sia elemento incidente o meno sulla determinazione dell’assegno mensile spettante a seguito del decreto di omologazione della separazione consensuale. Tra l’altro, i giudici di primo grado avevano precisato come il giudice civile abbia ampi ed ulteriori poteri istruttori potendo disporre anche di accertamenti tramite la Guardia di finanza, oltre che dell’acquisizione di tutta la documentazione fiscale. Il Cds stravolge la decisione del Tar: è consolidato, infatti, che il diritto di accesso agli atti amministrativi debba sempre prevalere sull’esigenza di riservatezza di terzi quando sia esercitato per consentire la cura o la difesa processuale di interessi giuridicamente protetti e concerna un documento amministrativo indispensabile a tali fini. Nel caso in esame, quindi, i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto illegittimo il diniego espresso dall’Agenzia delle Entrate in merito all’istanza ostensiva per ottenere copia delle dichiarazioni dei redditi del convivente dal momento che la domanda era stata fatta al fine di dimostrare nella competente sede civile la spettanza o meno dell’assegno mensile riconosciuto dal giudice in sede di separazione consensuale. Il Collegio ha ritenuto sussistenti tutti i presupposti individuati dalla giurisprudenza in quanto l’accesso documentale richiesto concerne atti rilevanti e determinanti per la tutela della posizione giuridica del richiedente, siccome idonei a dimostrare la capacità economica del convivente con la propria moglie separata e, quindi, la sussistenza di un presupposto idoneo ad esonerarlo dall’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento impostogli all’atto dell’omologazione della separazione consensuale.

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