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Unico 2016, software fai-da-te

Unico 2016: in assenza di chiarimenti ufficiali le software house decidono per il «fai-da-te». I gestionali verranno infatti implementati e completati, risolvendo così alcune criticità ancora sul tappeto, sulla base di «orientamenti applicativi» concordati all’interno delle società facenti capo ad Assosoftware e comunicati anche all’Agenzia delle entrate e all’Inps. Come si legge nel comunicato stampa diffuso ieri dall’associazione l’iniziativa è stata intrapresa per agevolare l’attività di sviluppo delle software house associate in considerazione dell’approssimarsi degli adempimenti di Unico 2016 e per maggior trasparenza nei confronti dei loro clienti.

Gli orientamenti applicativi, sulla base dei quali verranno quindi costruiti i software gestionali per Unico 2016, non sono altro che una serie di quesiti – laconicamente definiti da Assosoftware come «in attesa di risposta» – ai quali la stessa associazione propone una soluzione operativa in grado di superare una situazione di evidente impasse tecnico – giuridica. La maggior parte dei dubbi riguarda la compilazione dei nuovi quadri di Unico 2016 dedicati al regime a forfait introdotto dalla legge di stabilità 2015. Altre soluzioni proposte dall’associazione delle società di software riguardano invece i quadri dei modelli Unico sia delle persone fisiche che delle società di capitali ed in particolare degli enti non commerciali.

Regime a forfait. Com’era prevedibile i maggiori dubbi non ancora risolti riguardano sia la compilazione del quadro LM sia del nuovo prospetto dedicato ai forfettari all’interno del quadro RS di Unico 2016 persone fisiche.

Per quanto riguarda il quadro LM il dubbio riguarda lo scomputo degli acconti Irpef versati sulla base del metodo storico da un contribuente passato nel 2015 nel regime forfettario. Essendo tali acconti versati con i codici tributo 4033 e 4034 e non utilizzabili all’interno del quadro LM per ridurre l’imposta sostitutiva da versare a saldo, gli stessi verranno scomputati dai software gestionali nel rigo RN38 del modello Unico 2016. Per quanto riguarda invece il prospetto inserito nel quadro RS, Assosoftware propone due soluzioni per lo sviluppo dei gestionali. La prima riguarda le regole di compilazione dei righi sa RS374 a RS378 in relazione ai costi promiscui che verranno parificati a quanto già disposto per il regime di vantaggio dove tali costi vengono assunti nella misura del 50% del loro ammontare. Soluzione quest’ultima che è stata peraltro confermata nella circolare n. 10/e del 4 aprile scorso dalle Entrate.

L’altra riguarda invece le regole da adottare per la compilazione dei righi RS376-RS378 e RS380-RS381 per le quali si rimanda ai criteri già presenti nei quadri F/G dei modelli degli studi di settore (dai quali peraltro i forfettari sono esclusi). Molteplici le criticità non ancora risolte dall’Inps per l’individuazione delle regole di compilazione del quadro RR e di determinazione della contribuzione Ivs dovuta dai nuovi forfettari. Le soluzioni proposte da Assosoftware riguardano in particolare la determinazione degli acconti 2016 da parte di soggetti che passano dal regime a forfait a quello ordinario e viceversa.

Altre soluzioni proposte. Tra le altre soluzioni merita di essere citata quella relativa alla esatta compilazione dei prospetti del Quadro RF in caso di Stabile organizzazione esente (branch exemption). Alle stabili organizzazioni all’estero non dovrebbero infatti applicarsi normative non riconducibili al Tuir quali, ad esempio, gli studi di settore o il Trust, mentre le specifiche tecniche di Unico 2016 prevedono che tali sezioni siano multi-modulo. Per risolvere tale conflitto Assosoftware propone di compilare tali sezioni sempre e soltanto sul Quadro RF n. 1, relativo al soggetto dichiarante. Le soluzioni proposte da Assosoftware dovrebbero sbloccare i dichiarativi 2016 che potrebbero essere rilasciati a breve dalle software house ai loro clienti.

Si tratta però di un precedente altamente pericoloso per gli addetti ai lavori. Resta infatti da capire cosa potrebbe succedere se una o più delle soluzioni adottate dalle case di software dovesse essere smentita o non confermata dall’Agenzia delle entrate o dall’Inps.

Andrea Bongi

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