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Under 35 in cerca di liquidità per l’abitazione e gli studi

Giovani a caccia di credito per acquistare la prima casa, raggiungere l’autonomia finanziaria e sostenere i percorsi di studio. La pandemia ha frenato bruscamente tutte le richieste di finanziamento, ad eccezione di quelle per mutui e surroghe. In picchiata le richieste di prestiti finalizzati e per l’acquisto dell’auto. Al contrario, però, le istruttorie avviate da under 35 per il rilascio di un prestito personale segnano un calo inferiore rispetto alla media.

A dirlo sono i dati Crif: le richieste di finanziamento personale presentate da questa fascia di popolazione risultano in flessione del 20% (-16,8%, più nel dettaglio, tra gli under 24) rispetto al trend generale ben più marcato del -24,7 per cento. In parallelo aumenta l’incidenza delle istruttorie dei più giovani sul totale: nel primo trimestre 2021, il 26,8% dei richiedenti un mutuo è di età compresa tra 25 e 34 anni (+2,4% rispetto al 2016); le domande di prestiti personali tra i 18 e i 35 anni rappresentano il 22,7% (+1,4% in quattro anni).

Per intercettare questa crescente fame di liquidità, di recente sono nati nuovi programmi di finanziamento ad hoc, finanziati con fondi europei. E cresce l’appeal delle garanzie statali, nate per sostenere i percorsi di studio o l’acquisto della prima casa.

I giovani e il credito

Il mercato del credito rivolto ai giovani si è consolidato negli ultimi anni, nonostante il target sia uno di quelli maggiormente esposti alle tensioni del mercato del lavoro. «Proprio a causa dell’instabilità lavorativa e dalla difficile continuità reddituale, anche le politiche di erogazione potrebbero risultare più caute verso giovani – afferma Maurizio Liuti, direttore comunicazione e marketing di Crif – proprio a causa delle prospettive di deterioramento della qualità del credito, legate alla crisi economica. Per soddisfare questo segmento di clientela gli operatori dovranno migliorare l’efficienza dei processi del credito e accelerare sempre più l’evoluzione dei propri modelli».

A confermare la ricerca di liquidità da parte dei giovani sono anche i dati di Facile.it: tra marzo e dicembre 2020, sul portale di comparazione di prezzi e offerte quasi una domanda di prestito personale su tre è stata presentata da un richiedente con età compresa tra i 21 e i 35 anni (32,81%), valore in aumento dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (quando questi utenti rappresentavano il 30,29% del totale).

I fondi per lo studio

Non deve stupire, dunque, il successo di alcuni strumenti che di recente hanno saputo interpretare questa domanda. Come il fondo StudioSì finanziato con il Pon Ricerca e Innovazione 2014-2020 del ministero dell’Università e della Ricerca, insieme al Fondo sociale europeo,e gestito dalla Bei attraverso due operatori (Intesa San Paolo e il gruppo Iccrea): nato lo scorso settembre per sostenere gli studenti di otto regioni del Mezzogiorno che frequentano corsi universitari e master in ambito coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente (decreto direttoriale 7 agosto 2020, n.1328), in sette mesi ha stipulato contratti di finanziamento con circa 1.000 studenti per un ammontare di 22 milioni di euro (di cui 9 milioni già erogati) su un totale di 93 milioni disponibili. L’offerta prevede finanziamenti fino a 50mila euro a tasso zero, senza garanzie, che potranno essere rimborsati fino a 20 anni a decorrere fino a 30 mesi dal termine degli studi.

Ben 598 degli studenti finanziati da StudioSi sono “certificati” da Habacus, start up che opera nel mercato del fintech sociale e che funge da cerniera tra i capitali e gli studenti attraverso la bancabilità delle performance accademiche per l’ottenimento di un prestito di studio. «Forti della nostra esperienza con oltre 7.700 studenti che hanno ottenuto il prestito Per Merito di Intesa San Paolo, crediamo molto in questo progetto finanziato con fondi europei», dichiara Paolo Cuniberti, ceo di Habacus. «Se con i fondi del Next Generation Ue si seguirà lo stesso processo operativo – aggiunge Cuniberti, auspicando un rifinanziamento di StudioSi – avremo un reale trasferimento di ricchezza verso i giovani. Questo tipo di finanza genera debito “buono” la cui redditività è legata a un maggiore tasso di impiego dei laureati o alla capacità, ad esempio, di avviare nuove start up».

Dal 2018 ha raccolto in media 948 domande all’anno anche il Fondo per lo studio, istituito con il Dl 81/2007 e regolato con il Dm del 19 novembre 2010: un trend crescente per lo strumento gestito da Consap che prevede il rilascio della fideiussione statale (con copertura fino al 70% dell’importo insoluto in caso di inadempienza) per l’erogazione di finanziamenti fino a 25mila euro in favore di studenti in regola con la durata legale del corso universitario, master, dottorato o corso di lingue. Finora il fondo ha raccolto complessivamente 4.200 domande e impiegato quasi il 50% della dotazione iniziale (30 milioni di euro).

L’acquisto della casa

Si conferma, infine, uno strumento sempre più gettonato anche il Fondo mutui prima casa, gestito da Consap, che concede garanzie statali su mutui inferiori a 250mila euro per l’acquisto, ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’abitazione principale. In caso di inadempimento del mutuatario, il fondo interviene liquidando al finanziatore il 50% della quota capitale in essere. La dotazione residua, rispetto al plafond iniziale di 600 milioni (cui si sono aggiunti 10 milioni con la legge di Bilancio 2020), è di 206,9 milioni di euro. A dicembre erano state accolte 209.500 richieste di garanzia, di cui 43.613 nel 2020, per il 60% di giovani tra i 20 e i 35 anni e per il 98% per la prima casa. «Dopo una flessione dovuta senz’altro all’emergenza sanitaria – fanno sapere da Consap – già dai primi mesi del 2021 assistiamo a una sensibile ripresa delle richieste che conferma il forte interesse per l’iniziativa».

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