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Una voluntary per ricostruire

Riapertura della voluntary disclosure sempre più vicina. Ad annunciarla ieri il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, nel corso della trasmissione Porta a Porta. I numeri su cui conta il governo sono in linea con quelli della prima edizione del programma di riemersione dei capitali illegalmente detenuti all’estero.

La nuova finestra potrebbe, infatti, portare nelle casse dello Stato poco meno di 4 miliardi (il primo programma si è chiuso a quota 3,8). «Stiamo studiando i meccanismi» per un nuovo rientro dei capitali», ha spiegato Padoan. «Mi accontenterei di una frazione della cifra già recuperata, spero di poter recuperare un po’ meno di 4 miliardi». La riapertura, che coprirebbe anche l’anno d’imposta 2014, potrebbe avvenire, secondo quanto risulta a ItaliaOggi con il progetto «Casa Italia», un decreto legge con le misure per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto dello scorso 24 agosto, in via di ultimazione.

Sul punto, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione delle seconde case, sono allo studio le misure agevolative che necessitano di coperture finanziarie, che in parte potrebbero arrivare proprio dalla voluntary bis.

Il ministro dell’economia ha anche annunciato uno stop per il taglio dell’Irpef per le famiglie atteso nella prossima legge di bilancio. «Per il momento», ha detto, «la revisione dell’Irpef è rinviata. Ma continuiamo a ridurre la pressione fiscale, che è scesa di un punto dal 2013». E ha aggiunto che «gli aumenti del recupero dell’evasione quest’anno saranno di circa 15 miliardi e dovremo aumentare l’anno prossimo».

Conferme invece arrivano per altre misure trapelate nei giorni scorsi (si veda ItaliaOggi del 9 settembre scorso). La misura agevolativa del superammortamento per l’acquisto di beni strumentali, introdotta nella legge di stabilità 2016, troverà spazio anche nella legge di bilancio 2017. «Il superammortamento al 140% ha funzionato per le imprese, pensiamo di confermarlo» ha annunciato Padoan, che ha aggiunto, «alcuni tagli alle tasse sono previsti dalla scorsa legge di stabilità, come il taglio dell’Ires al 24%, e poi togliamo 15 miliardi di mancati aumenti dell’Iva».

Il ministro ha anche confermato il lavoro per la riforma di Equitalia e delle agenzie fiscali: «Lavoriamo a una riforma complessiva delle agenzie fiscali, vediamo come migliorare l’efficienza». L’orientamento è comunque di un unico soggetto verificatore e riscossore: «le funzioni che Equitalia svolge vanno realizzate da un soggetto, vediamo quale sia il più indicato».

Padoan ha poi accantonato l’ipotesi di una flat tax per l’Italia: «Non sono contrario», ha spiegato, «alla flat tax per principio. In condizioni economiche molto diverse da quella italiana ha funzionato: nei Paesi dell’Europa dell’Est ha funzionato ma partivano da condizioni molto diverse, il nostro sistema è molto più complesso».

Interpellato sulla vicenda Monte Paschi, il ministro ha invece dichiarato che il nuovo amministratore delegato di Mps «dovrebbe essere nominato mercoledì (domani, ndr) al consiglio di amministrazione» non confermando l’ipotesi circolata nelle ultime ore della nomina di Marco Morelli, ad di Merrill Lynch in Italia, e limitandosi a dire: «Questo lo deciderà il consiglio di amministrazione».

Intanto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i tecnici del ministero sono orientati, in merito all’assegnazione dei beni ai soci, adempimento in scadenza al 30 settembre, a una riapertura nella legge di bilancio . Non sembra dunque prendere forma l’ipotesi di agganciare, così come per la voluntary disclosure, la proroga al decreto legge per la ricostruzione del terremoto. Stessa sorte per le misure di semplificazione fiscale a impatto zero sui conti pubblici, che dovrebbero essere inserite nella legge di bilancio.

Cristina Bartelli

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