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Una valanga di detrazioni che valgono 53 miliardi

Sono ben 602, e valgono complessivamente più di 53 miliardi di euro, le detrazioni fiscali attualmente previste dal sistema tributario italiano. A contarle, una per una, con le varie leggi di bilancio succedutesi nei diversi anni alla mano, sono stati gli analisti del Centro studi di Unimpresa che hanno stilato il rapporto che punta i riflettori sulle detrazioni fiscali, mettendo nero su bianco tale complesso scenario definito come «una giungla di sconti e agevolazioni varie» che si è allargata sistematicamente negli ultimi anni. Basti solo pensare che gli sconti e le agevolazioni presenti nell’ordinamento tributario italiano erano, complessivamente, 241 nel 2011 e sono arrivate a quota 602 voci nel 2020, con le modifiche introdotte con l’ultima legge di bilancio. La crescita è stata inarrestabile ed esponenziale. Nel 2012 le voci relative alle detrazioni sono diventate 251, nel 2013 sono aumentate di poco giungendo a quota 256, nel 2014 altro incremento che le ha portate a 267, ulteriore aggiornamento nel 2015 per toccare quota 279. Nel 2016 vero e proprio boom, con le detrazioni che hanno raggiunto il numero complessivo di 442. E ancora, nel 2017 sono diventate 478, nel 2018 hanno raggiunto il numero complessivo di 511 e nel 2019 si sono attestate a 533. Prima di fare il citato balzo nel 2020. Un elenco più che raddoppiato, quindi, con una crescita inarrestabile che sfiora il 150% nell’arco degli ultimi 10 anni.

Semplificazione cercasi. Come noto, le detrazioni fiscali rappresentano le agevolazioni che, sulla base di specifiche e ben delineate fattispecie previste dalla normativa, consentono ai contribuenti di pagare meno tasse, incidendo sulla quantificazione dell’imposta concretamente applicabile. Come evidenziato nel report, nell’arco temporale considerato, si è formato un sistema poco chiaro e farraginoso, basato su quanto prevedono ben 256 provvedimenti normativi, nel quale la «fetta» più rilevante di sconti fiscali è riconducibile agli incentivi per immobili e ristrutturazioni, anche per risparmio energetico, che valgono più di 21 miliardi di euro, ovvero quasi il 40% del totale delle agevolazioni individuabili nell’ordinamento tributario italiano. Seguono gli 11,3 miliardi di euro di agevolazioni (21%), il cosiddetto «bonus Renzi» da 80 euro al mese, che corrispondono alle misure necessarie ad assicurare la progressività del prelievo fiscale e altri 10,3 miliardi sono, invece, riferibili al welfare (19%). Un coacervo di norme di non sempre facile lettura, anche per gli addetti ai lavori più esperti e navigati che rischiano di perdere la bussola nel mare magnum delle numerose detrazioni applicabili. «Questa è la peggiore rappresentazione plastica della nostra architettura tributaria, una confusione sistematica e quasi perversa che rende la vita impossibile ai contribuenti, alle imprese, ai lavoratori, ai sostituti d’imposta, agli esperti contabili, ai centri di assistenza fiscale», osserva il consigliere nazionale di Unimpresa, Marco Salustri, «nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza messo a punto dal governo un pilastro è rappresentato proprio dalla riforma fiscale che va delineata, a nostro giudizio, con l’obiettivo principale della semplificazione. Occorre partire da una profonda razionalizzazione delle regole e poi immaginare aliquote più basse e, più in generale, un prelievo più equo e in linea con gli standard dei paesi più competitivi, da una profonda rielaborazione delle norme fiscali, ad oggi troppo complesse e farraginose, e che, a nostro giudizio, generano una tassazione a tratti iniqua tra le varie categorie reddituali. È urgente un’armonizzazione fiscale che sia in linea con gli standard dei paesi più competitivi».about:blank

La lunga lista. Entrando nel dettaglio delle 11 macro-categorie in cui sono raggruppate le 602 voci di detrazioni fiscali, in termini di ammontare complessivo sono gli incentivi per immobili e ristrutturazioni, compresa la riqualificazione energetica, come anticipato, che valgono 21,1 miliardi (pari al 39,74% del totale), mentre le detrazioni finalizzate ad assicurare la progressività del prelievo fiscale, ossia il cosiddetto «bonus Renzi» da 80 euro al mese, pesano 11,3 miliardi (21,39%), le agevolazioni destinate al welfare, area in cui rientrano, tra le altre, le detrazioni per le spese sanitarie, l’istruzione e le attività sportive dei figli, valgono 10,3 miliardi (19,50%). Nella classifica degli sconti fiscali, un po’ più distanziati, seguono gli incentivi per la ricerca e lo sviluppo con 3,1 miliardi (5,77%), gli incentivi per favorire il risparmio e gli investimenti finanziari con 2,6 miliardi (4,99%), gli incentivi per le piccole e medie imprese con 1,4 miliardi (2,72%), i sussidi con un miliardo (1,88%), gli incentivi per il lavoro con 684 milioni (1,28%), le detrazioni finalizzate a garantire concorrenza fiscale tra le persone fisiche, comprese le misure per favorire il rimpatrio dei ricercatori dall’estero, con 672 milioni (1,26%), le misure per i settori dell’arte, dello spettacolo e dello sport con 612 milioni (1,15%), infine gli incentivi dedicati al terzo settore con 165 milioni (0,31%). Tasselli di un mosaico diversificato che ogni anno muta il proprio volto e, come visto, si amplia a dismisura.

L’ingorgo normativo. Il panorama delle detrazioni fiscali proposto dal report presenta interessanti e innegabili opportunità per famiglie e imprese ma il sistema andrebbe certamente rivisitato nell’ottica della semplificazione, partendo proprio dal profilo prettamente normativo che oggi appare composto dai 256 provvedimenti che si sono stratificati nel tempo, rendendo spesso difficile l’applicazione e l’interpretazione dell’intero impianto regolatorio. In tale contesto, gli analisti di Unimpresa hanno individuato le categorie entro cui circoscrivere le diverse normative vigenti in materia. In particolare, sono ben 66 i testi normativi che riguardano le agevolazioni per i sussidi, seguono i 58 testi per le detrazioni relative al welfare, i 42 provvedimenti per gli incentivi per immobili e ristrutturazione, compresa la riqualificazione energetica. L’elenco continua, poi, con i 21 decreti e circolari che hanno ad oggetto le detrazioni finalizzate ad assicurare la progressività del prelievo fiscale, i 16 testi che comprendono le misure per i settori dell’arte, dello spettacolo e dello sport, i 16 provvedimenti che disciplinano gli incentivi dedicati al terzo settore, i 12 testi che riguardano le detrazioni finalizzate a garantire concorrenza fiscale tra le persone fisiche, 11 leggi e decreti che regolamentano gli incentivi destinati alla ricerca e allo sviluppo, i 9 testi relativi agli incentivi per favorire il risparmio e gli investimenti finanziari. Chiudono il frastagliato panorama normativo i 3 testi che hanno ad oggetto gli incentivi per il lavoro mentre sono 2 i provvedimenti per gli incentivi destinati alle pmi. E naturalmente fioccano, a ogni piè sospinto, nuovi provvedimenti che chiariscono la portata o delimitano il raggio d’azione di quelli precedenti. Come la circolare n. 7/E dello scorso 25 giugno dell’Agenzia delle entrate che contiene la raccolta dei principali documenti di prassi relativi alle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2020. Tale circolare contiene un focus sulle principali detrazioni fiscali che riguardano l’edilizia, fornendo informazioni su molteplici profili.

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