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Una spinta alla Pedemontana

Il governo dà una spinta a una delle grandi opere lombarde: la Pedemontana, la futura autostrada che collegherà l’area della Bergamasca all’aeroporto di Malpensa scavalcando, a nord, l’imbuto di Milano. «Il Cipe la settimana prossima inserirà l’intera Pedemontana tra le opere completamente defiscalizzate». Lo assicura il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, al convegno promosso ieri a Milano da Assimpredil Ance per presentare il II rapporto Cresme sul mercato delle opere pubbliche nelle province di Milano, Lodi e Monza-Brianza. La Pedemontana è una delle opere collegate all’Expo a rischio paralisi. La defiscalizzazione dell’intera infrastruttura – invocata dal presidente della Regione, Roberto Maroni – avrà un valore di circa 400 milioni di euro. «Il primo impegno del mio ministero – dice Lupi – è favorire la realizzazione delle grandi reti di trasporto che collegano il sito Expo. La linea 5 della metropolitana milanese sta andando avanti, la linea 4 è in ritardo e per questo dobbiamo lavorare sodo con il Comune di Milano per realizzare un opera che collega la periferia della città con il city airport di Linate».
Secondo il rapporto del Cresme è di 9,6 miliardi il valore dei grandi cantieri per opere legate a Expo 2015. Al 2014 risulta ultimato il 46% degli investimenti infrastrutturali mentre restano da realizzare lavori per oltre cinque miliardi di euro. Le grandi opere per Expo rappresentano il 63% degli investimenti in grandi lavori per infrastrutture per il trasporto nelle tre province (oltre 15 miliardi). Molti lavori connessi all’Expo e che il territorio attendeva da tempo sono partiti e ciò si è riflesso positivamente sul mercato delle opere pubbliche di Milano, Lodi, Monza-Brianza. Ma l’emergenza resta. Il primo luglio 2014 sarà inaugurata la Brebemi, ma della Tangenziale est esterna di Milano (Teem) sarà pronto solo il cosiddetto arco Teem, utile a connettere la Brebemi alle strade provinciali Rivoltana e Cassanese; si tratta però di arterie che sono già oggi sature e che saranno potenziate solo in parte entro il primo luglio: è quindi urgente completare quanto prima, e necessariamente entro Expo, l’intera Teem.
Da qui il richiamo di Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance: «Per l’entità delle cifre in gioco, per la complessità degli interventi, per i risvolti di politica economica, per il numero delle responsabilità istituzionali coinvolte è impensabile che il processo di modernizzazione e razionalizzazione infrastrutturale che si è avviato in questi ultimi tempi possa esaurirsi con il 2015 e con lo smantellamento dell’evento espositivo». Il timore dei costruttori milanesi è che dal 2015 si ritorni a navigare a vista. Per un’azione di lungo periodo sono invece imprescindibili continuità e adeguatezza dei flussi di finanziamento.

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