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Una scommessa sulla crescita

di Carmine Fotina

Con 162 voti favorevoli, 134 contrari e un'astensione passa al Senato la fiducia sul decreto sviluppo che è convertito in via definitiva in legge nel testo licenziato dalla Camera il 21 giugno. Si tratta della fiducia numero 45 del governo Berlusconi nei suoi tre anni di attività. Il Dl sviluppo contiene misure che intervengono in numerosi settori, dall'edilizia alla scuola al turismo. Corposo il capitolo fiscale sul quale il governo ha cercato di alleggerire soprattutto il fronte riscossione. Scatta il divieto del ricorso alle ganasce fiscali, per importi fino a 2mila euro, se prima non sono stati inviati due solleciti, così come il divieto per l'agente della riscossione di pignorare la prima casa per debiti sino a 20mila euro. Scompare ogni forma di anatocismo degli interessi sui ruoli. Per gli accertamenti esecutivi in arrivo dal 1° luglio la sospensiva dell'esecuzione forzata passa da 120 a 180 giorni, mentre alla Camera era stata stralciata la responsabilità dei giudici tributari lumaca puniti con la radiazione e il danno erariale. Modifiche per i Comuni: dal 2012 non sarà più Equitalia a riscuotere per i sindaci che dovranno organizzare un loro servizio.

In arrivo un tris di crediti di imposta. Sulla ricerca, viene istituito, per il 2011 e 2012, il credito di imposta per le imprese che finanziano progetti in Università o in enti pubblici. Quanto al Sud, al bonus per i neo-assunti, durante l'esame alla Camera si è aggiunta la riapertura della Tremonti Sud, ovvero del credito d'imposta riconosciuto alle imprese che effettuano nuovi investimenti. Entrambi però sono condizionati al negoziato con Bruxelles per ottenere il via libera all'impiego di fondi Ue. Il Dl istituisce i distretti turistici, che godranno delle facilitazioni delle zone a burocrazia zero, mentre già a Montecitorio era stato stralciato il diritto di superficie per 20 anni per chi gestisce strutture balneari in prossimità di spiagge e zone turistiche.

Sul fronte del credito, limiti allo ius variandi sui contratti di mutuo erogati alle imprese. Le modifiche unilaterali alle clausole dei contratti di mutuo dovranno essere definiti al momento della stipula del contratto e non in corsa. Sui mutui casa, viene ampliata la platea dei destinatari della disciplina sulla rinegoziazione dei finanziamenti ipotecari a tasso variabile: la soglia dei mutui rinegoziabili è elevata da 150 mila a 200 mila euro. Nel capitolo scuola spazio al piano di assunzioni triennale dal 2011-2012 sulla base delle graduatorie 2010-2011. I cosiddetti precari "storici" percepiranno un assegno annuale pari all'incirca alla metà dello stipendio e avranno la precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze.

In tema di appalti, viene innalzata la soglia per gli affidamenti senza gara (1 milione). Arriva un limite alla possibilità di iscrivere riserve, viene introdotto un tetto di spesa per le varianti e un limite per le opere cosiddette compensative. Per la casa, prevista l'estensione a tutti i contratti di trasferimento immobiliare della semplificazione che prevede che la registrazione del contratto assorbe l'obbligo di comunicazione all'autorità locale di pubblica sicurezza. Più ossigeno per i "piccoli" sul Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti: per le società con meno di 10 dipendenti, il termine di avvio dovrà essere individuato entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge e comunque non prima del 1° giugno 2012. In arrivo commissari ad acta nei Comuni inadempienti sullo sportello unico per le imprese. Viene istituita l'Agenzia per i servizi idrici con compiti di vigilanza e regolazione.

Anche la fiducia votata ieri a Palazzo Madama è stata condita da polemiche tra maggioranza e opposizione. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato, ha parlato di un provvedimento «che segna rilancio e ripartenza» accusando il centro-sinistra di agire contro gli interessi del Paese. Per Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo Pd al Senato, il decreto sviluppo è stata un'occasione persa «per bilanciare gli effetti devastanti della manovra».

 

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