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Una sanatoria con due condoni

Una sanatoria, due condoni. Con la stabilizzazione degli associati in partecipazione (è la sanatoria), infatti, il datore di lavoro estingue non solo le sanzioni sull’impiego degli associati (per i quali opera, in via esclusiva, la stessa stabilizzazione), ma pure quelle sull’eventuale impiego irregolare di tirocinanti. È quanto precisa il ministero del lavoro nella circolare n. 35/2013.

La stabilizzazione. La novità risulta introdotta in sede di conversione del dl n. 76/2013 dalla legge n. 99/2013, dunque in vigore dal 23 agosto, e disciplina una procedura agevolata per la stabilizzazione dell’occupazione degli associati in partecipazione con apporto di lavoro. La procedura richiede la stipula di un contratto collettivo, di qualsiasi livello, tra giugno e settembre, che preveda l’assunzione degli associati con contratto a tempo indeterminato, entro tre mesi, anche con apprendistato e ricorrendo anche a eventuali incentivi di legge. Unico vincolo: nei primi sei mesi dopo l’assunzione il datore di lavoro può recedere solo per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.

Gli interessati. Alla sanatoria (o stabilizzazione) possono farvi ricorso tutte le aziende, incluse quelle già destinatarie di atti amministrativi o giurisdizionali, purché non definitivi, sulla qualificazione dei rapporti di lavoro. Interessa i «soggetti già parti, in veste di associati, di contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro»; ma in tal caso, precisa il ministero, a prescindere dalla circostanza che per loro siano pendenti accertamenti ispettivi p siano stati adottati provvedimenti amministrativi o giurisdizionali non definitivi. Gli atti di conciliazione. La procedura prevede inoltre che, stipulato il contratto collettivo, i lavoratori (gli ex associati) sottoscrivano specifici atti di conciliazione su «tutto quanto riguardante i pregressi rapporti di associazione», ex art. 410 del codice di procedura civile. In questo modo, dunque, viene messa la parola fine sul pregresso rapporto di lavoro. Tuttavia, l’efficacia degli atti è risolutivamente condizionata al versamento alla gestione separata Inps, da parte del datore di lavoro, di una somma pari al 5% della quota di contribuzione a carico degli associati per i periodi di vigenza dei contratti di associazione, per massimo sei mesi. Adesione entro il 31 gennaio. Ai fini della verifica della correttezza degli adempimenti, i datori di lavoro sono obbligati a depositare entro il 31 gennaio, presso l’Inps: i contratti collettivi; gli atti di conciliazione; i contratti di lavoro stipulati con i lavoratori; l’attestazione di versamento delle somme alla gestione separata Inps (copie F24). L’Inps verifica che le assunzioni previste dal contratto collettivo siano state fatte e che ad esse corrispondano altrettanti atti di conciliazione, nonché i relativi versamenti alla gestione separata. L’esito della verifica è comunicato, dall’Inps, alle competenti direzioni territoriali del lavoro (dtl) e ai datori di lavoro interessati. Termini sospesi. All’esito della verifica Inps sono legati gli effetti dei provvedimenti amministrativi o giurisdizionali già in essere e che, durante la procedura, restano sospesi. A tal fine il ministero riconosce alle aziende la facoltà di comunicare direttamente alla competente dtl l’adesione alla stabilizzazione. Due condoni. Il buon esito della verifica Inps comporta l’estinzione degli illeciti in materia di versamenti contributivi, assicurativi e fiscali, anche già in essere al 23 agosto, anche con riferimento a forme di tirocinio avviate dalle aziende sottoscrittrici dei contratti collettivi. Ciò significa, spiega il ministero, che, fermo restando che la stabilizzazione riguarda solo gli associati, il buon esito estingue le eventuali sanzioni sull’impiego sia di associati in partecipazione che di tirocinanti (in entrambi i casi anche se cessati).

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