Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Una revisione contabile a 360°

Maggiore apertura nei servizi di revisione contabile alle imprese, riduzione delle commissioni sui pagamenti con carta di credito e stop al roaming sulle chiamate all’interno dell’Europa. Sono questi i principali risultati ottenuti ieri dal Parlamento Ue riunito in plenaria. Per migliorare la qualità e la trasparenza dell’audit e prevenire i conflitti d’interesse, 339 eurodeputati hanno votato a favore di un accordo con il Consiglio sulla definizione di una nuova legislazione capace di aprire il mercato dei servizi di revisione contabile a nuove imprese, oltre alle «4 big» che lo dominano attualmente, rimediando alle debolezze rivelate dalla crisi finanziaria. Accordo che dovrà ottenere il semaforo verde dal consiglio dei ministri per entrare in vigore nel giro di due anni. «È necessario che i revisori contabili Ue pubblichino relazioni secondo le norme internazionali», hanno spiegato i rappresentanti europei secondo cui banche, assicurazioni e società quotate, dovranno fornire agli azionisti e agli investitori informazioni dettagliate di ciò che ha fatto il revisore e una garanzia globale sul suo operato. Per migliorare la trasparenza, inoltre, vengono vietate clausole contrattuali che impongono che l’audit debba essere fatto da un’impresa specifica. E per garantire che le relazioni tra il revisore e la società revisionata non diventino troppo intime è stata approvata una norma di rotazione obbligatoria per cui un revisore può ispezionare i libri contabili di una società per massimo dieci anni, rinnovabili di altri dieci anni se nel frattempo vengono emessi nuovi bandi di gara, e fino a 14 anni in caso di audit congiunti». Non solo. Alle società Ue di audit sarà vietato fornire servizi diversi dalla revisione dei loro clienti, compresa la consulenza fiscale o strategie di investimento. L’intervento degli eurodeputati ha interessato anche il mondo delle carte di credito adottando una serie di misure per rendere più sicuri i pagamenti online, ridurre i costi e dare agli utenti maggiori possibilità di scelta. «Le spese che le banche fanno pagare per l’elaborazione di transazioni saranno limitate allo 0,3% del valore della transazione per le carte di credito e 7 centesimi di euro o 0,2% del valore della transazione (se inferiore) per quelle con carta di debito», hanno avvertito da Strasburgo. I limiti si applicheranno sia alle transazioni nazionali sia a quelle nell’Ue e diverranno effettivi un anno dopo l’entrata in vigore della norma. Infine, l’Europarlamento ha decretato la fine del roaming telefonico in tutta l’Unione a partire dal 15 dicembre 2015. Oltre allo stop alla pratica utilizzata spesso dai fornitori di internet di bloccare o rallentare i servizi offerti dai loro concorrenti per ragioni economiche. «Servono norme chiare per evitare che gli internet provider promuovano alcuni servizi a discapito di altri», hanno sottolineato i rappresentanti Ue.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa