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«Una politica per welfare e occupazione, la Carta va cambiata» Sussidi Servizi Collocamento Tirocini Apprendistato Cassa Infortuni Irap

Parola d’ordine cambiare. Il titolo V della Costituzione. Anche per ciò che concerne il lavoro. Si apre oggi a Fiuggi l’ottavo Congresso Nazionale dei Consulenti del Lavoro durante il quale verrà presentata la proposta di riforma dell’art. 117 della Costituzione. Secondo la Categoria, infatti, è urgente e doverosa una revisione del titolo V che dopo la riforma del 2001 ha creato numerosi problemi. Solo così sarà possibile restituire efficienza allo Stato e garantire costi minimi ai cittadini.
Il manifesto per la revisione costituzionale seguirà l’intervento del ministro del Lavoro e delle politiche Sociali Giuliano Poletti. Per i Consulenti del Lavoro in primo luogo va attribuita allo Stato la competenza e la responsabilità per l’attivazione al lavoro del disoccupato. I moderni sistemi di welfare europeo stabiliscono l’obbligo di un sussidio per chi perde il lavoro, condizionato alla partecipazione obbligatoria ad interventi di attivazione e reimpiego. Senza questo passaggio il nostro sistema di welfare resta assistenziale e poco incisivo. Quali sono le materie per cui si ritiene indispensabile l’intervento del legislatore? Innanzitutto il diritto-dovere all’attivazione al lavoro (chi incassa il sussidio di disoccupazione deve diventare parte attiva al processo di reimpiego). Ma anche i servizi per l’impiego, i tirocini formativi, l’apprendistato, la Cig, il registro infortuni e l’Irap. Nodo centrale è la creazione di un coordinamento nazionale che superi le diseguaglianze e le diversità tra le venti Regioni italiane. Un sovrapporsi di leggi, norme e prassi che imbriglia chi è intenzionato a creare posti di lavoro e appesantisce di tasse chi il lavoro prova a salvarlo senza ricorrere a licenziamenti. Un sistema dispersivo e costoso che può essere salvato solo con una riforma costituzionale. Il manifesto sottolinea anche che, per far funzionare il mercato del lavoro italiano, che oggi è tra i meno efficienti d’Europa, non si può più prescindere da una revisione profonda di una impostazione del Titolo V sui poteri e le responsabilità relative al lavoro. «Il problema della pessima gestione da parte delle Regioni della normativa lavoristica è molto forte e crea disagi a volte insormontabili nella gestione dei rapporti di lavoro – commenta Marina Calderone, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine promotore del Manifesto per la riforma del titolo V – . È indispensabile far sentire forte e chiara la voce dei protagonisti del mondo del lavoro, fornendo un contributo al dibattito nazionale e pensando al lavoro come qualcosa di concreto, perché le esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie sono il punto di partenza per favorire la ripresa dell’economia italiana».
È per questo che in apertura del Congresso verrà presentata un’indagine sulle esigenze delle aziende promossa dai Consulenti del Lavoro. Tutte le proposte saranno collegate ad una strategia di fondo: sostenere l’attivazione delle persone sul lavoro ed un sistema di regole che premi e favorisca quella laboriosità degli italiani che è spesso ostacolata da leggi che sono troppe, poco o male attuate e a volte sbagliate.
Al Congresso seguirà, sempre a Fiuggi, la 5^ edizione del Festival del lavoro con 10 tavole rotonde, oltre a 36 eventi con 180 relatori che completeranno la manifestazione trasmessa in diretta da domani 26 giugno su Corriere.it . Particolare attenzione per i confronti con il ministro dell’Interno Angelino Alfano e con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Tutte occasioni buone per raccogliere adesioni alla proposta di riforma costituzionale. E fare in modo che questa torni a essere una Repubblica fondata sul lavoro.

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