Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Una nuova vita per gli ex minimi

di Andrea Bongi  

Gli imprenditori e i professionisti che verranno esclusi dal regime dei contribuenti minimi resteranno esonerati dall'Irap e dalla tenuta delle scritture contabili ma saranno soggetti agli studi di settore e verseranno l'Iva in dichiarazione annuale. Tutto da decifrare invece il metodo di determinazione e tassazione del loro reddito d'impresa o di lavoro autonomo e l'imposta applicabile nel dubbio fra sostitutiva e Irpef ordinaria.

Sembra essere questo lo scenario che si delinea a seguito delle modifiche introdotte al regime dei contribuenti minimi di cui all'articolo 1, comm1 da 96 a 117 della legge n.244/2007, dall'articolo 27, commi da 1 a 7, del dl contenente la manovra correttiva approvata la settimana scorsa dal consiglio dei ministri.

A decorrere dal 1° gennaio 2012 infatti il regime dei minimi diventerà utilizzabile esclusivamente dalle «persone fisiche che: a) intraprendono un'attività d'impresa, arte o professione b) che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007». Ma il nuovo regime dei minimi che viene a configurarsi a seguito di dette novità avrà anche una durata massima prestabilita dalla norma pari al «periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi».

Detti nuovi requisiti condizioneranno non soltanto il futuro accesso al regime ad imposta sostitutiva ma anche la permanenza nello stesso degli attuali contribuenti minimi. Per questi ultimi infatti il provvedimento contenuto nella manovra correttiva prevede l'introduzione di un vero e proprio regime alternativo che mantiene soltanto alcune delle principali agevolazioni e semplificazioni previste per l'originario sistema forfetario.

Secondo il provvedimento citato infatti coloro che, per effetto delle nuove limitazioni introdotte dal primo comma dell'articolo 27 della manovra, non potranno più beneficiare del regime ad imposta sostitutiva oppure saranno costretti a fuoriuscirne, pur avendo le altre caratteristiche previste dai commi 96 e 99 dell'articolo 1 della legge n.244/2007, potranno accedere ad un nuovo regime che potremmo anche definire degli «ex minimi ». Anche questo nuovo regime sarà il regime naturale di questi contribuenti in quanto il provvedimento della manovra correttiva prevede che i soggetti in questione potranno «optare per l'applicazione del regime contabile ordinario».

Proviamo per un attimo a immaginare quali saranno i soggetti che dal 1° gennaio 2012 dovranno abbandonare o non potranno optare per il regime ordinario dei contribuenti minimi ma dovranno gioco forza scegliere fra il regime dei minimi affievolito o il regime contabile ordinario. Si tratta, ad esempio, di soggetti attualmente collocati nel regime dei contribuenti minimi che anche per il periodo d'imposta 2011 mantengono i requisiti quali-quantitativi previsti per la permanenza nel regime, ma la cui attività sia iniziata però in data anteriore al 31 dicembre 2007.

Questi soggetti passeranno naturalmente al nuovo regime degli ex minimi e per espressa previsione del comma 3 dell'articolo 27 della manovra correttiva manterranno del regime originario le seguenti caratteristiche: esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'Iva; esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto di cui al dpr n.100/1998 (dichiarazioni e versamenti periodici); esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive.

Di contro i contribuenti che affluiranno al nuovo regime semplificato saranno obbligati alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi ed alla fatturazione delle operazioni ed alla certificazione dei corrispettivi.

In ordine alle caratteristiche del nuovo regime degli ex minimi il provvedimento contenuto nella manovra correttiva si ferma qui. Fra le esclusioni non figura quella relativa all'applicazione degli studi di settore che tornerà quindi ad influenzare i ricavi o i compensi dichiarati dai soggetti che confluiranno nel nuovo regime. Nessun riferimento nemmeno alla permanenza per il nuovo regime dell'imposta sostitutiva del 20% né ai criteri di determinazione del reddito d'impresa o di lavoro autonomo da essi prodotto che, probabilmente, saranno quelli ordinari di competenza e di cassa. Difficile ipotizzare anche la permanenza dell'imposta sostitutiva al posto della quale torneranno le ordinarie aliquote irpef a scaglioni.

Saranno ovviamente uno o più provvedimenti del direttore dell'agenzia delle entrate che dovranno dettare le disposizioni necessarie per l'attuazione delle novità introdotte al regime dei minimi dalla manovra correttiva. Sarà solo al momento dell'emanazione dei suddetti provvedimenti normativi di natura secondaria che si potranno avere maggiori certezze in ordine alle reali caratteristiche che contraddistingueranno il nuovo regime dei c.d. ex minimi.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa