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Una Lady di ferro nella guerra dei brevetti

Gli ex nemici Apple e Microsoft si ritrovano alleati contro Google nella guerra dei brevetti. Che rischia però di essere di retroguardia in un mondo tecnologico dove contano sempre di più i servizi sulla «nuvola». E gli unici vincitori certi, finora, in questo conflitto «termonucleare» — come lo definì Steve Jobs quando aprì le ostilità nel 2010 — sono gli avvocati che ci guadagnano parcelle da 500-800 dollari l’ora.
Fronti chiusi…
Per gli avvocati infatti la cuccagna è ben lungi dall’essere finita dopo la «pace» siglata una settimana fa fra Apple e il produttore taiwanese di telefonini Htc. Quell’accordo non è stato l’inizio di una nuova fase conciliatoria dell’azienda di Cupertino, ma il segnale dell’innalzamento della posta contro target più importanti: la coreana Samsung che produce gli smartphone più popolari al mondo, basati sul sistema operativo aperto Android di Google; e Google stessa, rafforzata dall’acquisto un anno fa di Motorola.
Continuare a litigare in tribunale contro Htc non aveva più senso dopo che l’azienda di Taiwan era scesa al 4% di quota nel mercato dei «telefonini intelligenti» nel terzo trimestre 2012, mentre Samsung non solo si è confermata al primo posto davanti a Apple — con il 32% di quota di mercato, il doppio della rivale —, ma ha anche conquistato il primato del singolo modello preferito dai consumatori, il Galaxy S3 che ha venduto 18 milioni di apparecchi contro i 16,2 milioni dell’iPhone 4S.
La «pace» siglata fra Htc e Apple è una vittoria per quest’ultima, che incasserà — secondo gli analisti — fino 8 dollari di royalty per ogni Android venduto da Htc; e che potrà usare questo benchmark nelle prossime dispute contro Samsung. Ed è in particolare una vittoria di Noreen Krall, la superstar della squadra legale che combatte in tribunale per conto di Apple. Krall, 47 anni, newyorkese d’origine, era stata assunta da Apple come «chief litigation counsel» nel marzo 2010, lo stesso mese in cui partiva la prima querela contro Htc, accusata di aver copiato l’iPhone nel disegnare i propri smartphone, i primi Android in circolazione.
In questi due anni e mezzo Krall ha saputo gestire le decine di cause aperte in oltre 30 giurisdizioni diverse, forte della sua preparazione sia in materia legale sia nell’high-tech, essendo un ingegnere elettrico che in più ha preso la laurea in Legge mentre lavorava per Ibm alla fine degli anni 90. Krall ha speso anche cinque anni alla Sun Microsystems come capo consigliere legale in materia di proprietà intellettuale (Ip, «Intellectual property») e oggi è una delle donne più potenti della Silicon Valley, cofondatrice delle Chipsters (gioco di parole su «chief IP counsel»), un gruppo di esperte come lei nel campo dei brevetti tecnologici.
…e fronti aperti
Chiuso il fronte con Htc, resta apertissimo quello con Samsung, che Krall ed Apple hanno battuto a fine agosto in California, ottenendo dal giudice una multa ai coreani di 1 miliardo di dollari per violazione di vari brevetti. Samsung ha fatto appello e dichiarato che non scenderà a patti con i concorrenti.
E dietro Samsung l’obiettivo vero è Google, contro la quale Apple si ritrova alleata di fatto con Microsoft. Quest’ultima per la prima volta la settimana scorsa ha querelato direttamente l’azienda creatrice di Android, in una causa aperta in Germania contro Motorola mobility, il produttore di telefonini che Google aveva acquistato nell’agosto 2011 soprattutto per il suo patrimonio di 24.500 brevetti.
Microsoft chiede a Motorola-Google il pagamento di royalty per la licenza a utilizzare certi brevetti, dopo averlo già ottenuto da altre aziende come Lg, Acer e la stessa Samsung. Grazie a queste royalty Microsoft sta guadagnando di più dalle vendite degli Android che da quelle dei telefonini basati sul proprio sistema Windows. Ma allo stesso tempo, in un’altra causa aperta in America a Seattle, Microsoft non vuole pagare certe royalty a Motorola sostenendo che sono eccessive. Una querela simile lanciata da Apple contro Motorola è appena stata respinta in Wisconsin, perché Apple aveva dichiarato che comunque non avrebbe accettato di pagare a Motorola più di 1 dollaro per ogni iPhone venduto, una condizione inaccettabile per i giudici.
Concorrenza aperta
Microsoft spera che il fuoco di fila di cause contro gli Android convinca i produttori di telefonini — e di tablet — ad abbandonare il sistema operativo di Google e adottare il nuovo Windows 8. Mentre Apple deve fare i conti con la concorrenza sempre più aggressiva degli Android, fra i quali stanno guadagnando terreno gli ultraeconomici smartphone Nexus 4 e tablet Nexus 7 di Google. «Ci sono operatori che non sono contenti dei prezzi più competitivi a favore dei consumatori, e non sono solo quelli di Cupertino, ma anche quelli su a Seattle; vogliono margini di profitto più alti, vogliono far pagare di più il loro software», ha detto a Bits (NYTimes) il direttore dello sviluppo del business di Android, John Lagerling, presentando Nexus come un antidoto all’avidità di Apple e Microsoft.
Che secondo il Wall Street Journal sarà comunque ridimensionata dalla tendenza del mercato a superare il modello dell’«ecosistema» — hardware/software — caro alla Apple e abbracciato ora anche da Microsoft con la sua tavoletta Surface. Nel futuro, secondo il Wsj, saranno più importanti i servizi offerti dalla «nuvola», cioè via Internet.

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