Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Una governance aperta

Apertura volontaria dell’azienda al mercato e controllo rafforzato dell’esposizione societaria ai rischi. Divieto esplicito di insider trading per i soggetti forti (investitori istituzionali) e amministratori esterni non esecutivi che ovviano al conflitto di interessi. Novità anche per gli azionisti che, oltre al diritto di intervento in assemblea, partecipano al giudizio sulla remunerazione dei dirigenti. Sono queste alcune delle novità contenute nei principi di corporate governance, resi noti ieri dall’Ocse, l’Organizzazione per cooperazione e sviluppo. Le linee guida di gestione aziendale internazionale mirano all’ottimizzazione dell’attività d’impresa, agendo in modo discrezionale e non vincolante e offrendo ai paesi Ocse (e non) uno standard corretto di governance volto a ridurre criticità economiche, comunicative e relazionali.

Sei capitoli. Dei sei capitoli trattati, il primo, oltre a stabilire le basi per la trasparenza e l’efficienza dei mercati, dà peso all’attività di controllo e supervisione aziendale, nonché all’importanza del mercato azionario come supporto alla gestione aziendale. Gli shareholders sono il fulcro del secondo capitolo. Con esso sono indicati quei diritti che sarebbe ottimale spettassero agli azionisti. Tra gli altri, ruolo rilevante assumono il diritto di informativa immediata, la partecipazione diretta al voto anche per i soggetti minori, la possibilità di porre apertamente questioni sulla gestione societaria e la partecipazione alle decisioni sulle remunerazioni dei dirigenti. Il terzo capitolo, nuova integrazione, regola l’influenza degli investitori istituzionali e dei grandi soggetti nel contesto d’impresa, ponendo divieto inderogabile a comportamenti di insider trading, nonché di manipolazione del mercato in cui essi agiscono. Poche novità in materia di stakeholders, dove restano validi i presupposti di accesso variabile all’informativa aziendale, a seconda del grado di coinvolgimento del creditore negli affari societari. Trasparenza e apertura regolano invece il quinto capitolo, ove l’Ocse si sbilancia a favore della società che fornisce volontariamente informazioni non finanziarie opzionali, assottigliando eventuali asimmetrie. Tra le predette: fattori di rischio, risultati operativi, remunerazioni e informazioni del cda. Infine, maggior peso all’attività di risk management e di tax planning, con la possibilità di delegare a terzi quei controlli aziendali che, svolti internamente, potrebbero dare luogo a conflitti di interessi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa