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Una chance in più per i creditori

Questa conseguenza deriva dalle nuove regole imposte dal decreto Irpef, approvato venerdì dal Consiglio dei ministri, in materia di monitoraggio dei debiti della Pa e di funzionamento della piattaforma informatica di certificazione dei crediti liquidi e esigibili.
In particolare nel decreto viene previsto che i titolari di crediti per somministrazioni, forniture e appalti, nonché per obbligazioni relative a prestazioni professionali nei confronti delle pubbliche amministrazioni possono comunicare, mediante la piattaforma elettronica (articolo 7, 1 comma, del Dl 35/2013), i dati riferiti alle fatture o richieste equivalenti di pagamento emesse a partire dal 1 luglio 2014. Da parte loro le pubbliche amministrazioni comunicano, utilizzando la stessa piattaforma, le informazioni inerenti alla ricezione ed alla rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste equivalenti di pagamento emesse dal 1° gennaio 2014. Inoltre, entro 15 giorni di ciascun mese le stesse Pa comunicano i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per i quali, nel mese precedente sia stato superato il termine di pagamento dal quale derivano gli interessi moratori.
Queste comunicazioni, nel caso di fatture elettroniche trasmesse tramite il sistema di interscambio (Sdi) di Sogei, vengono acquisite in modo automatico dalla piattaforma elettronica di certificazione. In effetti, tramite questo sistema la piattaforma acquisisce in automatico i dati delle fatture e le relative informazioni di invio e ricezione delle stesse da parte, rispettivamente, del fornitore e del destinatario pubblico.
Queste informazioni risultano determinanti per i creditori perché da tale momento scattano anche i termini per la decorrenza degli interessi moratori che gli enti pubblici devono pagare in caso di non rispetto dei termini di pagamento fissati dal Dlgs 192/12 (30 o 60 giorni).
Inoltre, sempre a seguito dell’introduzione della fattura elettronica, la piattaforma si arricchisce di elementi informativi, in quanto il formato obbligatorio previsto dal Dm 55/2013 (regolamento della fattura elettronica) include anche le informazioni relative alla natura, corrente o capitale, dei debiti, nonché il codice identificativo di gara (Cig) ovvero il codice unico di progetto (Cup).
Tutte queste informazioni divengono automaticamente accessibili da parte dei creditori delle pubbliche amministrazioni attraverso la piattaforma di certificazione e, in questo modo sarà possibile, tempestivamente e senza i ritardi causati dall’intervento delle singole strutture pubbliche coinvolte, monitorare la formazione e l’esigibilità dei singoli crediti vantati.

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