Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Una bussola per orientarsi

Le imprese possono contare su contributi a fondo perduto, finanziamenti e garanzie varie, ma il difficile diventa, a questo punto, orientarsi tra tutte le novità introdotte dal cosiddetto decreto legge Rilancio. Con lo scopo di fornire indicazioni utili in questo senso, ItaliaOggi Sette fa il punto sulle diverse misure disponibili.

La prima cosa che le imprese possono fare, dopo aver riacquistato la liquidità grazie a moratoria e nuovi prestiti, è quella di ridurre i costi attingendo alle agevolazioni a fondo perduto. Queste sono concesse per rimborsare il mancato incasso che emerge dal raffronto tra il mese di aprile 2019 e il mese di aprile 2020. Inoltre, sono concesse per consentire alle imprese di aumentare le esportazioni e consentono di aiutare le pmi innovative a lanciarsi sul mercato. Oltre a questo, permettono di investire in ricerca e di supportare le imprese neonate al Sud.

Contributo a fondo perduto per il ristoro dei danni, come calcolarlo. Il contributo a fondo perduto è concesso per sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. I beneficiari sono i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva, ma l’agevolazione non spetta ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103. Il contributo è concesso a patto che il richiedente abbia un calo del fatturato o dei corrispettivi che lo porta a un valore inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

L’impresa deve intanto quantificare i due importi di riferimento. Il decreto fa riferimento alla data di «effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi». Quindi, il calcolo non va fatto sul fatturato che risulta su ciascun mese, bensì l’impresa deve considerare il momento in cui è avvenuta la cessione del bene o la prestazione del servizio. Questo lavoro lo deve fare con riferimento ad aprile 2019, il cui dato di fatturato deve correggere in base al criterio di cessione del bene o prestazione del servizio, oltre che con riferimento ad aprile 2020, sempre utilizzando lo stesso criterio. Si pensi a una consegna fatta ad aprile 2019 ma fatturata a maggio 2019; in questo caso, l’importo dell’operazione deve essere aggiunto ai ricavi di aprile 2019. Nel contempo, un bene prodotto a febbraio 2020 ma consegnato ad aprile 2020 dovrà essere conteggiato nel fatturato di aprile 2020. Il riferimento alla data di cessione del bene, invece che a quella di realizzazione dello stesso, è poco realistico, ma con questo le imprese devono fare i conti. In attesa del decreto attuativo, si può ipotizzare che i conteggi tengano conto di quanto previsto dal Tuir in termini di «momento rilevante», che sembra avvicinarsi molto al termine «cessione dei beni». Il concetto è usato, per esempio, per super e iper-ammortamento allo scopo di determinare quando un investimento è stato effettuato. Il momento rilevante vuole stabile l’esatto momento in cui l’investimento può considerarsi realizzato. Questo consente l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione. La determinazione segue le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del Tuir, secondo il quale le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione. Una volta determinati gli importi di aprile 2019 e aprile 2020, l’impresa può conteggiare il contributo a fondo perduto spettante. Il contributo corrisponde al 20% della differenza tra i due mesi per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro, al 15% per i soggetti con volumi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro, nonché al 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Aiuti alla promozione dell’impresa. Due sono i filoni a disposizione dalle imprese in tema di promozione. Il primo è relativo alla pubblicità su giornali e riviste nazionali e tv e radio locali. La modifica al credito d’imposta per investimenti pubblicitari porta l’agevolazione al 50% per tutte le imprese che effettuano attività di promozione utilizzando i Suddetti canali. L’investimento non deve più essere incrementale rispetto all’esercizio precedente. Il secondo filone prevede la possibilità di partecipare a fiere e mostre internazionali, di aprire uffici all’estero e di effettuare altre attività di internazionalizzazione. Lo strumento prevede la possibilità di ottenere un finanziamento del 100% della spesa a tasso agevolato con la possibilità di avere un contributo del 50% sul rimborso previsto. Inoltre, Simest, gestore del fondo, non chiederà alle imprese alcuna garanzia aggiuntiva.

Aiuti al Sud e alle nuove imprese. Le imprese che investono al Sud hanno anche a disposizione contributi maggiorati per ricerca e sviluppo e per il fabbisogno di circolante se nate da poco. Le imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo, includendo quelli in materia di Covid-19, possono contare su un contributo del 25%% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro, oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro. Sale al 35% la percentuale di aiuto per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro. Possono ottenere il 45% le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. I costi ammissibili sono quelli relativi a spese del personale considerando quindi la voce ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegati nei progetti. Sono ammessi i costi relativi a strumentazioni e attrezzature, i costi relativi a immobili e terreni, i costi per la ricerca contrattuale, quelli per conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, nonché i costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti, le spese generali supplementari e altri costi di esercizio ivi inclusi materiali e forniture. Sempre nelle stesse regioni, i beneficiari della misura «resto al Sud», per sostenere il rilancio produttivo dei beneficiari della misura e la loro capacità di far fronte a crisi di liquidità correlate agli effetti socio-economici dell’emergenza Covid-19, possono richiedere un contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di circolante. Questo è calcolato in misura pari a 15 mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale, scende a 10 mila euro per ciascun socio, fino a un importo massimo di 40 mila euro per ogni impresa. I beneficiari devono aver completato il programma di spesa finanziato e devono essere in possesso dei requisiti attestanti il corretto utilizzo delle agevolazioni. Il contributo è erogato in un’unica soluzione dal soggetto gestore a seguito dello svolgimento delle verifiche ovvero, qualora sia già stata completata l’erogazione delle risorse, entro 60 giorni dalla presentazione della relativa richiesta.

Le startup innovative. Smart&Start trova il rifinanziamento da 100 milioni di euro, mentre il fondo per il venture capital viene rafforzato con 200 milioni di euro in più. Il fondo di garanzia diventa a misura di startup innovativa, grazie a una riserva di fondi che andrà a esclusivo beneficio di questa tipologia di imprese. Nasce anche un nuovo contributo a fondo perduto che, grazie a una dotazione di 10 milioni di euro, permetterà alle startup innovative di acquisire servizi innovativi per avvalersi di incubatori e business angels. Viene introdotta inoltre una detrazione in «de minimis» che incentiverà gli investimenti nel capitale delle startup innovative. Viene istituito, presso il ministero dello sviluppo economico, il fondo per l’intrattenimento digitale denominato «First Playable Fund», con dotazione iniziale di 4 milioni di euro per l’anno 2020. Il fondo è finalizzato a sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50% delle spese ammissibili, e per un importo da 10 mila a 200 mila euro per singolo prototipo. I contributi potranno essere utilizzati esclusivamente al fine della realizzazione di prototipi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il colosso cinese Huawei non compare nella lista dei fornitori ammessi alla gara indetta da Tim e pa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tutti sulla nuvola a caccia dell’oro del secolo: i dati. Come custodirli, in sicurezza. E scambiar...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio al 30 settembre del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione 2020-2022 e della sa...

Oggi sulla stampa