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Un vertice d’urgenza tra Draghi e Juncker

La vittoria nelle elezioni in Grecia del partito di estrema sinistra Syriza di Alexis Tsipras, contrario alle misure di austerità dell’Unione Europea, alza di colpo la tensione nei Palazzi comunitari. 
Dopo i primi risultati parziali è partito il tentativo di organizzare d’urgenza oggi a Bruxelles una riunione sul caso Grecia tra quattro presidenti di istituzioni comuni: Mario Draghi (Banca centrale europea), il lussemburghese Jean-Claude Juncker (Commissione europea), il polacco Donald Tusk (Consiglio dei governi Ue) e l’olandese Jeroen Dijsselbloem (Eurogruppo dei ministri finanziari della zona euro). L’obiettivo è creare i presupposti per il dialogo con il prossimo governo greco, auspicato venerdì scorso dalla cancelliera tedesca Angela Merkel per evitare uno strappo traumatico con Atene destinato a riflettersi sulla moneta comune. C’è poi da valutare la reazione dei mercati finanziari. Il Financial Times di Londra ha ipotizzato che il nuovo leader greco potrebbe seguire l’esempio moderato dell’ex presidente brasiliano Lula o quello radicale del venezuelano Chávez.
Tsipras, dopo i primi contatti con Berlino e Bruxelles, ha moderato i toni del suo attacco all’Unione europea. Restano ferme le sue critiche alla cosiddetta «troika» (Commissione europea, Bce e Fondo monetario di Washington), che ha accusato di aver provocato in Grecia una recessione pluriennale e povertà dilagante pretendendo misure di austerità in cambio dei prestiti di salvataggio. Il leader di Syriza ha annunciato di voler rinegoziare il debito del suo Paese, aumentare i salari e le pensioni, aiutare i cittadini in povertà.
Draghi, Juncker, Tusk e Dijsselbloem dovrebbero concordare la linea da sviluppare nel successivo Eurogruppo, che oggi a Bruxelles deve discutere di altri miliardi attesi da Atene nell’ambito del piano di salvataggio. I ministri finanziari potrebbero offrire anche dilazioni nel rimborso dei debiti. Tsipras potrebbe così varare investimenti per rilanciare l’economia reale e l’occupazione. Il presidente della Banca centrale tedesca (Bundesbank) Jens Weidmann, sostenitore delle misure di austerità insieme a Merkel, ha ricordato che la Grecia deve comunque rispettare gli impegni presi con l’Europa. Nei giorni scorsi l’avevano anticipato Juncker e la stessa Cancelliera. Ma la vittoria di Syriza estende la disponibilità dell’Ue a trattare con Atene.
A livello politico c’è da affrontare la perdita di credibilità della linea del rigore finanziario imposto dalla troika, che non ha risolto la crisi in Grecia e sostanzialmente ha favorito l’ascesa dell’estrema sinistra. La vittoria di Tsipras può influire sullo scontro da tempo in atto tra Germania e altri Paesi membri del Nord, che difendono le misure di austerità e i vincoli di bilancio, contro Italia, Francia e altri Stati del Sud, impegnati a chiedere più «flessibilità» e investimenti Ue per il rilancio della crescita.
Soprattutto i governi di centrosinistra di Roma e Parigi intenderebbero rafforzare la loro opposizione alla leader europea del centrodestra, Angela Merkel, per evitare di essere scavalcati da movimenti estremisti anti-austerità come M5S e Lega in Italia o Front National in Francia.

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